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CIRIE' - Si chiama «Altro punto di vista» ed è un progetto proposto all’Istituto di Istruzione Superiore Fermi Galilei di Ciriè da Angela Trevisan e da Daniele Costamagna, presidente dell’Anpvi (Associazione Nazionale Privi della Vista e Ipovedenti). L’intervento, dedicato alla sensibilizzazione sulla disabilità sensoriale visiva, ha coinvolto studenti e docenti in un’esperienza altamente formativa e partecipata. L’iniziativa ha offerto ai presenti l’opportunità di avvicinarsi concretamente al tema della disabilità visiva, promuovendo riflessioni più ampie sul significato stesso del termine «disabilità» e sull’importanza di porre sempre al centro la persona, e non le sue difficoltà.

Gli studenti hanno potuto osservare il funzionamento del bastone bianco, comprendere il ruolo fondamentale del cane guida e dei cani di assistenza, oltre a conoscere il sistema di letto-scrittura Braille. «“Abbattere i pregiudizi” e “affacciarsi a un mondo di cui si parla molto poco”: così gli studenti hanno descritto l’incontro con Angela, Daniele e Milly, il cane guida che ha conquistato tutti - spiegano le professoresse Clarissa Coppola e Sara Ida Bonini - Molti ragazzi raccontano di aver cambiato prospettiva sulla cecità: “Pensavo che limitasse quasi in tutto”, scrive uno studente, mentre un’altra ammette: “Non avevo mai visto una persona non vedente dal vivo”. Dopo l’incontro, però, la parola più ricorrente è diventata “forza”. Infatti di Daniele hanno colpito “il coraggio e la forza” e il fatto che avesse continuato a praticare attività sportive, nonostante la cecità. Angela, invece, viene descritta come “forte e intraprendente”, con un’“allegria contagiosa” e tanta autoironia. Grande protagonista anche Milly, il cane guida di Angela: “Quello che per noi può essere solo un animale da compagnia, per qualcun altro rappresenta un grande aiuto nella vita quotidiana”. Le dimostrazioni pratiche del cane guida hanno emozionato gli studenti, soprattutto quando ha recuperato alcuni oggetti e li ha consegnati ad Angela».

«Particolarmente apprezzata è stata, inoltre, la disponibilità dei relatori nel condividere esperienze personali e nel rispondere alle richieste degli studenti, contribuendo così non solo all’arricchimento didattico, ma anche allo sviluppo di competenze trasversali legate all’empatia, all’ascolto e alla cittadinanza inclusiva» sottolineano Clarissa Coppola e Sara Ida Bonini. A conclusione dell’esperienza, Daniele Costamagna e Angela Trevisan hanno donato ai partecipanti il proprio nome scritto in Braille, una poesia e alcuni libri realizzati dalla stessa Angela, materiali che potranno rappresentare uno stimolo per ulteriori momenti di riflessione e approfondimento all’interno delle classi. «L’iniziativa ha evidenziato quanto la scuola possa essere non soltanto luogo di apprendimento, ma anche spazio di crescita personale e sociale, capace di promuovere una concreta cultura dell’inclusione» chiosano dalla scuola ciriacese.