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CUORGNE' - «Viva lo Rege e la Regina, la Madonna della Rivassola e... la birra alla spina». E' il simpatico e irriverente claim social del Borgus Domini, il gruppo goliardico del Torneo di Maggio alla corte di Re Arduino. L'affiatata compagnia di amici è stata grande protagonista anche dell'ultima rievocazione medievale che si è chiusa domenica scorsa, 24 maggio, a Cuorgnè.

«Tre anni fa, su un balcone di via Arduino poco prima che iniziasse la serata del venerdì, a qualcuno è venuta un’idea: riportare il Carretto alla Corte di Re Arduino - raccontano da Borgus Domini - Da troppo tempo la Confraternita dei Beoni mancava tra le genti del Torneo. E così chiedemmo a Danilo, con sacro rispetto, il permesso di riportare il Carretto con la damigiana tra le vie del centro storico. Volevamo, con la benedizione del Mago Gargiulo, tenere vivo quello che di più prezioso, secondo noi, il Torneo rappresenta: essere una meravigliosa, travolgente festa. E così nasce il Borgus Domini, un gruppo goliardico, un gruppo, prima di tutto, di amici».

Il Borgus Domini si è superato per la 36esima edizione del Torneo di Maggio, rendendolo iconico con un premio da dieci, anzi «diesci» alla voce «special»: «Quest’anno di idea ce n’è venuta un’altra: abbiamo pensato che fosse necessario riconoscere un premio anche alle bettole. Perché chi arriva al Torneo, chi sfila, chi è ospite può godere appieno della baldoria grazie ai bettolari, stoici volontari che servono, cucinano, spillano per i fiumi di gente che affollano il centro storico per rendere omaggio al Re e alla Regina. E così invece di “Quattro Ristoranti” facciamo “Sette Bettole”, diamo un premio, fuori dal Palio e dalle gare, votando per ognuna le quattro categorie (menu, prezzo, servizio e location). Lo special? Lo Spirito del Torneo».

La targa di miglior bettola è stata consegnata insieme ai TroTa, solidi detentori di spirito goliardico, al Gran Cerimoniere Marco Schiopetti e alle Loro Maestà alla vincitrice 2026: la bettola del San Giovanni: «Questo premio è dedicato allo Spirito Beone - concludono da Borgus Domini - A tutta la Confraternita che ci ha insegnato che oltre alle gare, ai giudizi, alla classifica c’è il piacere di stare insieme e di vivere con la leggerezza nell’animo questa festa incredibile. Al prossimo anno».