CUORGNE'-PERTUSIO - Sabato 18 luglio si è svolta, con la consueta partecipazione calorosa e convinta, l'annuale gara di bocce dei lavoratori dello stabilimento Federal Mogul/Tenneco di Cuorgnè. Si tratta di un appuntamento che, ormai da anni, rappresenta molto più di una semplice competizione sportiva: è un rito di aggregazione, un momento di riconoscimento reciproco, una giornata in cui il tempo sembra sospendersi e lascia spazio a ciò che realmente conta: la comunità, la memoria condivisa, il legame umano che resiste a ogni avversità.
La giornata ha avuto come location il bocciodromo di Pertusio, un luogo che, con i suoi campi esterni, ma soprattutto il bar a portata di mano si è prestato magnificamente ad accogliere i numerosi partecipanti. In totale, quarantotto giocatori, tra operai, impiegati, tecnici e pensionati, hanno dato vita a una combattuta e divertente baraonda, disputata su tre partite consecutive. «Il clima era quello giusto: tra una bocciata e l'altra, tra una risata e un commento tecnico, si respirava quella leggerezza che solo chi condivide anni di esperienza lavorativa sa regalarsi - raccontano gli organizzatori - Non sono mancate le battute, le sfide amichevoli, le rivalità costruite sul campo ma subito dimenticate al termine di ogni incontro».
Eppure, questa edizione della gara ha avuto un significato più profondo, più toccante. È stata l'occasione per confermare, concretamente e non a parole, la solidarietà che da sempre ha contraddistinto i lavoratori dello stabilimento di Cuorgnè. Durante la giornata, infatti, è stata consegnata alla moglie Maria e alla figlia Simona il frutto di una raccolta fondi organizzata per sostenere appunto la famiglia di «Pippo» Galati, pensionato Federal Mogul scomparso tragicamente a seguito di un incendio che ha devastato la sua abitazione la mattina di Natale del 2025. «Un evento drammatico che ha scosso l'intera comunità aziendale, non soltanto chi aveva avuto la fortuna di conoscerlo personalmente, ma anche chi ne aveva semplicemente sentito parlare come esempio di uomo laborioso, buono, altruista, gentile e rispettoso - sottolineano i promotori dell'iniziativa solidale - Grazie anche alla preziosa collaborazione del Comitato della Croce Rossa di Cuorgnè, i lavoratori hanno potuto tradurre il loro cordoglio in un gesto concreto: un aiuto economico che rappresenta l'abbraccio di un'intera fabbrica a una famiglia colpita da un dolore immenso».
Ma c'è dell'altro: «Dal 24 febbraio 2025, i lavoratori dello storico stabilimento ex Trione di Cuorgnè vivono un periodo di profonda incertezza. L'annuncio di un previsto trasferimento della produzione presso lo stabilimento di Chivasso ha gettato un'ombra di preoccupazione sul futuro di molte famiglie, su un territorio che da decenni identifica la propria identità anche con quella fabbrica. In condizioni simili, in altri contesti, si sarebbe potuto assistere a un irrigidimento dei rapporti, a una crescente diffidenza, a un individualismo dettato dalla paura del domani. L'opportunismo avrebbe potuto prendere il sopravvento, la collaborazione risultarne indebolita. Invece, la risposta dei lavoratori di Cuorgnè è stata, semplicemente, incredibile - evidenziano gli organizzatori dell'evento - I numeri parlano chiaro e non ammettono equivoci: circa settanta persone, tra colleghe e colleghi, pensionate e pensionati, ex colleghi occupati oggi in altre aziende, si sono ritrovate insieme per condividere una giornata fatta non solo di gioco, ma di sorrisi, di abbracci, di ricordi evocati con nostalgia e di quella solidarietà che non si improvvisa, ma si costruisce giorno dopo giorno, anno dopo anno, sul posto di lavoro, nelle linee produttive, nelle difficoltà affrontate collettivamente. È un'unità fuori dal comune, quella che si respira tra queste persone, un legame che trascende il semplice rapporto professionale per radicarsi in qualcosa di più autentico e duraturo. È un segnale potente, quello lanciato da i lavoratori di Cuorgnè e condiviso dai pensionati. Un messaggio che dice, senza bisogno di troppi discorsi, che sarà difficilissimo - forse impossibile - dividere la storia non solo professionale, ma umana e affettiva di ogni singolo lavoratore. Quella fabbrica è fatta di volti, di nomi, di storie intrecciate, di figli cresciuti insieme, di lutti condivisi. Non è un mero insieme di macchinari e turni di produzione».
La giornata si è poi conclusa, nel tardo pomeriggio, al ristorante «Da Mauro» a Cuorgnè, dove l'atmosfera si è fatta ancor più calda e conviviale. «Sono stati premiati i vincitori della gara, con applausi, battute e qualche premio simbolico, ma soprattutto si è confermato, con la forza dell'amicizia e della presenza reciproca, un rapporto tra lavoratori e pensionati che difficilmente potrà concludersi, quali che siano le decisioni aziendali o i trasferimenti di produzione. I pensionati, infatti, non sono semplicemente "ex colleghi": sono la memoria viva dello stabilimento, i custodi di un sapere e di un'esperienza che continuano a trasmettere, i testimoni di un'epoca industriale che ha segnato intere generazioni - concludono dal gruppo di organizzatori - Non possiamo che chiudere con un sentito e doveroso ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile questa giornata. Un ringraziamento alla direzione aziendale, che con il suo contributo economico ha dimostrato sensibilità verso iniziative di questo tipo; un ringraziamento a tutti gli sponsor interni, ai fornitori che hanno creduto nel valore dell'evento, alle attività commerciali del territorio che hanno sostenuto l'organizzazione, e alle associazioni locali che, come sempre, si sono messe a disposizione con generosità. È grazie a questa rete di collaborazioni che iniziative come la gara di bocce possono continuare a esistere, a raccontare, a tenere viva quella fiamma di appartenenza che nessuna incertezza aziendale sembra in grado di spegnere».
Appuntamento al prossimo anno?: «Assolutamente si, ma nel breve l'obiettivo è quella di darsi appuntamento a settembre, tra poche settimane per festeggiare tutti insieme un altro importante traguardo, le 103 candeline dello Stabilimento ExTrione dove oggi si continua a lavorare, e vorrebbero farlo alla loro maniera, rispolverando una attività sportiva sociale nata proprio grazie alla "Trione", ...la pesca». Un'altra giornata che si prevede all'insegna dello stare insieme, ed i presupposti di un altro successo ci sono tutti. Per la cronaca sportiva, ecco i vincitori della gara di bocce a baraonda: primo posto a pari merito i cugini Massimo Ghiglieri e Ivano Zerboglio; secondo posto Paolo Braida; terzo posto Fulvio Fenoglio; quarto posto Gigi Ghiglieri.













