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FAVRIA - Un pubblico delle grandi occasioni ha gremito giovedì sera, 16 aprile, la sala della biblioteca Pistonatto di Favria per l'incontro con l’autrice di «I miei passi verso la speranza»: Khuraman Huseynova. L'iniziativa, organizzata nell'ambito della rassegna «Inchiostro ribelle» promossa dall'associazione ProXimamente, è stata un successo grazie alla preziosa collaborazione dell'Istituto comprensivo di Favria, del Comune di Favria. di Inner Wheel Cuorgnè e Canavese e della Biblioteca Comunale di corso Matteotti.

A fare gli onori di casa ci ha pensato la vice sindaca, Lucia Valente. Alla presenza di Valentina Bausano di Inner Wheel Cuorgnè e Canavese e della presidente di ProXimamente, Helen Ghirmu, la 14enne autrice, Khuraman Huseynova, ha dialogato con la professoressa Giulia Cordò, che ha curato la prefazione del libro, pubblicato da Baime e Ronchetti, e seguito passo dopo passio la giovane scrittrice nella stesura del racconto. Proprio la professoressa canavesanesa, ha emozionato i presenti in biblioteca leggendo alcune pagine molto toccanti di “I miei passi verso la speranza”.

Khuraman, che ora frequenta la prima classe del liceo scientifico Aldo Moro di Rivarolo Canavese, ha raccontato la sua storia: l'abbandono insieme alla famiglia dell'Azerbaigian in guerra, l’arrivo a Monaco di Baviera, dove sono stati accolti in un centro d’immigrazione e poi l'approdo in Italia, prima a Bologna e poi in Canavese con l'inizio di una nuova vita finalmente serena. L'idea del libro ha spiegato la 14enne nasce in vista dell'esame di terza media, quando ha preparato un «compito di realtà» sulla sua esperienza. L'elaborato, su suggerimento dei suoi docenti, è diventato poi il libro «I miei passi verso la speranza». «Nella vita non bisogna mai perdere la speranza - ha detto a Favria Khuraman Huseynova - Così è stato per me e per la mia famiglia, che dopo tante difficoltà siamo giunti in questa terra meravigliosa. Devo ringraziare i miei genitori, che hanno avuto questo grande coraggio di lasciare tutto, cambiare città e Paese, due volte, pur di permetterci di vivere una vita serena e felice»