FAVRIA - Mercoledì 13 maggio il Royal Park Golf & country Club «I Roveri» ha fatto da cornice ad una splendida serata tra arte e solidarietà. La seconda edizione di «Arte per la ricerca», iniziativa promossa da favriese, Carmine Antonio Carvelli, è stata un grande successo. Le opere esposte dall'artista canavesano hanno, una volta ancora, colpito l'attenzione del folto pubblico presente e regalato emozioni profonde. Grazie all'evento benefico, infatti, sono stati raccolti più di 2800 euro a favore della Fondazione Piemontese per la ricerca sul cancro di Candiolo.
«E' stato un momento speciale che racchiude mesi di lavoro, passione e, soprattutto, l'immensa generosità di chi ha aderito al progetto - ha commentato sui social Carmine Antonio Carvelli - L'arte non si vende, si fa dono per accendere una speranza concreta. Grazie di cuore a chi ha scelto di fare la differenza insieme a me». Donare del tempo per gli altri: è stata la grande magia che ha saputo creare «Arte per la ricerca». «La serata di beneficenza si è conclusa, portando con sé la consapevolezza di aver contribuito, insieme, a un obiettivo fondamentale. Sono profondamente grato a tutti i presenti a I Roveri: il loro affetto e partecipazione sono stati il vero motore di questo successo - ha aggiunto l'artista - Un ringraziamento speciale al sindaco di Favria, Vittorio Bellone, per aver presenziato all’evento. Un sentito grazie a Massimiliano Valente, responsabile degli eventi benefici della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo, per il bellissimo e toccante discorso con cui ha celebrato i 40 anni di attività di questa realtà straordinaria, che combatte in prima linea contro il cancro. Sono felice e orgoglioso di poter dire che, unendo le forze, abbiamo donato tutti insieme ben 2845 euro».
«La beneficenza è una sorta di filo che va ad unire la persona che tende la mano a quella che ha bisogno di avere il coraggio di afferrarla. Non ha bisogno di gesti eclatanti o di cifre altissime. Con la serata di mercoledì 13 maggio non abbiamo solo ammirato dell'arte, ma ci siamo sintonizzati insieme su una frequenza alta: quella della cura. Sostenere Candiolo significa riconoscere questa sacra interconnessione che si crea tra le persone. E' una sorta di energia speciale, di amore universale. Ogni progresso fatto dalla ricerca in laboratorio è un dono fatto a tutta l'umanità. In fondo, la ricerca sul cancro la vedo come dipingere un quadro immenso: si procede per piccoli tocchi, ci vogliono anni di dedizione e intuizioni; a volte i progressi sembrano invisibili. Ma quando ci allontaniamo un po' da questo grande quadro, vediamo che tutti questi piccoli tocchi stanno componendo una meravigliosa creazione gigante. Magari non la completeremo in poco tempo, ma l'importante è vedere nella sua interezza quest'opera. Per me, poi, quella serata ha avuto un significato particolare: i miei quadri hanno trovato una nuova casa, ma soprattutto hanno trovato uno scopo nobile, diventando strumenti per sostenere una causa che ci riguarda tutti. Grazie di cuore a ognuno di voi per aver reso possibile questo traguardo. La solidarietà, quando è condivisa, diventa una forza inarrestabile.
C'è una dedica speciale da parte di Carmine Antonio Carvelli: «Dedico la raccolta fondi a mio papà Domenico. Ogni donazione che è stata fatta per questa iniziativa è stato un piccolo seme che poi germoglierà in abbracci e in sorrisi di figli, di mamme e di papà e anche in momenti di sollievo per coloro che ne hanno bisogno. La malattia non è solo buio per la persona. Preferisco definirla un'ombra perché questa prevede la luce, basta orientarsi nel modo giusto per vederla. Tutti noi portiamo dentro il cuore il ricordo di persone che sono passate sotto quest'ombra. Lo hanno fatto chiedendoci di splendere attraverso gesti unici come quelli di questa iniziativa solidale. Siamo orgogliosi di aver fatto la cosa giusta».














