FAVRIA - Anche quest’anno Favria ha vissuto una celebrazione intensa e colma di emozione in occasione del 4 Novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Una ricorrenza che, a centosette anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale, continua a parlare al cuore della comunità, unendo memoria, riconoscenza e speranza. Il prologo dei festeggiamenti si è tenuto lunedì 3 novembre alle ore 19 con la lettura del messaggio del Presidente Nazionale dell’Ana, Sebastiano Favero, alla presenza del Capogruppo Giovanni Magliocco, del Sindaco Vittorio Bellone, della Vicesindaco Lucia Valente e di numerosi Alpini. Un momento solenne ma permeato da quella compostezza e serenità tipiche degli Alpini, dove la memoria del sacrificio convive con il sorriso sincero e la forza della fraternità.
Durante la cerimonia ufficiale del 4 novembre, gli interventi dei relatori hanno intrecciato passato e presente, tracciando un filo di riflessione e di identità. Il sindaco Vittorio Bellone ha ricordato come «questa giornata non sia un semplice rito, ma un appello al cuore e alla coscienza di ciascuno, un invito a non dimenticare ciò che ci ha resi liberi e ciò che ci rende italiani». Ha inoltre voluto ricordare il sacrificio dei carabinieri recentemente caduti nell’adempimento del loro dovere. Parole che hanno trovato eco nell’intervento dell’onorevole della Lega, Alessandro Giglio Vigna, che ha sottolineato il ruolo delle Forze Armate e degli Alpini come custodi di valori eterni: coraggio, unità e solidarietà. Il presidente del Consiglio comunale dei Ragazzi, con freschezza e commozione, ha portato la voce delle nuove generazioni, ricordando che solo conoscendo la storia si può costruire un futuro di pace e mantenere vivo il ricordo del Milite Ignoto.
Commovente anche il discorso del relatore ufficiale Giorgio Cortese, che ha accompagnato i presenti in un emozionante viaggio nella memoria, scandendo una “linea del tempo” dai giorni dell’armistizio del 1918 fino ai nostri giorni. Dalla fondazione del Gruppo Alpini di Favria nel 1924, ai grandi eventi del secolo scorso, dalla Liberazione del 1945 alla nascita della Repubblica, fino alla caduta del Muro di Berlino e alle sfide contemporanee, ogni tappa è stata un richiamo alla responsabilità della memoria. Cortese ha ricordato che «la pace non è assenza di guerra, ma impegno quotidiano per la giustizia e la fratellanza», sottolineando come il ruolo degli Alpini sia oggi più che mai quello di costruttori di ponti tra le generazioni e testimoni attivi di solidarietà. E in un passaggio particolarmente sentito ha aggiunto: «Ricordare non significa restare fermi nel passato, ma camminare insieme verso il futuro, portando nel cuore il sacrificio di chi ci ha preceduti come luce che illumina la strada della pace».
Dopo la Santa Messa, officiata da don Gianni Sabia, e la deposizione delle corone ai monumenti ai Caduti, la cerimonia si è arricchita di momenti di sincera partecipazione comunitaria. Tra gli applausi, è stata consegnata la tessera di adesione al nuovo iscritto Giovanni D’Aloia, musico e consigliere comunale, che ha ricevuto l’abbraccio simbolico del Gruppo. A seguire, nel salone polivalente, il pranzo conviviale ha dato spazio alla gioia dello stare insieme, con i canti alpini eseguiti dal Gruppo di Oglianico che hanno riempito la sala di calore e amicizia. Un’emozione particolare ha accompagnato la premiazione dei due decani del Gruppo, Baudino Tomaso e Scaraffia Renzo, che con i loro novant’anni portano alto l’onore del cappello alpino e l’esempio di una vita dedicata al servizio e alla comunità.
Tra brindisi, cori e sorrisi, l’atmosfera è stata quella di una festa semplice e autentica, dove il ricordo del sacrificio di ieri si intreccia con la gratitudine per la pace di oggi. Gli interventi si sono conclusi con un pensiero condiviso da tutti: la memoria del 4 novembre non deve essere solo una ricorrenza, ma un impegno morale. Come ha ricordato il Sindaco Bellone, «gli uomini passano, ma la memoria e i valori restano, se sappiamo custodirli e trasmetterli». Ancora una volta, gli Alpini di Favria hanno dimostrato di essere i custodi più autentici di questa memoria. Con il loro spirito di servizio, la loro allegria che non dimentica mai il rispetto e la loro dedizione silenziosa, continuano a rappresentare il volto più nobile dell’Italia che ricorda, costruisce e serve. Un gruppo che, anche dopo 101 anni di storia, resta giovane nel cuore e saldo nei valori: gli Alpini di Favria, testimoni di ieri, costruttori di domani.









