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IVREA - Domenica 10 agosto alle ore 21 si terrà una performance dal vivo in cui l’ikebana, ovvero l’arte dei fiori viventi, incontrerà la pittura di Daniela Borla, in arte Dabò. L'attesa e importante iniziativa si terrà nell’Atelier ArtDabò, in via Arduino 37 a Ivrea.

La serata inizierà con un’introduzione all’ikebana, seguita dalle composizioni dal vivo di Neicla Natsumei Campi, che collaborerà con la pittrice Daniela Borla. Si tratta di un evento particolare e unico nel suo genere, in quanto i partecipanti potranno osservare le artiste mentre creano le loro opere e le sviluppano, partecipando al processo creativo; saranno spettatori della fusione e del dialogo tra due tipologie artistiche diverse, che andranno a comunicare per creare qualcosa di irripetibile.

Neicla Natsumei Campi è una maestra di ikebana, ovvero l’arte dei fiori recisi, che arriva dalla scuola Sogetsu di Tokyo. Il suo nome da maestra è Natsumei, che in giapponese significa «sorriso dell’estate». Come raccontata dalla stessa artista nipponica, Neicla Natsumei Campi ha conosciuto questa tipologia di arte da bambina, ma che non ha potuto praticarla fino a 10 anni fa, quando ha iniziato a frequentare le lezioni della scuola Sogetsu a Roma. Insegnamenti che le hanno permesso di conseguire il suo primo diploma da maestra. Neicla organizza sovente seminari di introduzione sull’ikebana, e tiene regolarmente corsi a Ivrea, la sua città, istruendo i suoi allievi e preparandoli a loro volta per diventare maestri, se volessero intraprendere quella strada. Neicla ha fatto dell’ikebana l’attività su cui investe maggiormente, tenendo conferenze a riguardo, dimostrazioni dal vivo e allestendo mostre dedicate in diverse località del Piemonte. Ha realizzato installazioni all’aperto di ikebana fatte con il bambù, che sono visionabili a Ivrea e sul Lago d’Orta; la sua è una missione e una sperimentazione continua; frequenta infatti la scuola di Ilse Beunen, una delle più grandi maestre di ikebana al mondo, che si trova ad Anversa, in Belgio. Grazie a questa scuola ha potuto ottenere un secondo livello di diploma. A sostenere e supportare Neicla vi è il marito, un vasaio di talento che realizza i vasi proprio per l’arte ikebana. Lui l'aiuta anche nelle installazioni di bambù, nella raccolta del materiale e in molto altro. Difatti, il marito è grande fonte di ispirazione di Neicla e il suo punto di riferimento.

Daniela Borla, in arte Dabò, è pittrice, scrittrice e scultrice dell’eporediese, luogo in cui ha stabilito il suo Atelier chiamato «ArtDabò». La sua figura di riferimento e di supporto è il compagno Luca Stratta, che è anche il suo manager e di professione è un grafico digitale. Daniela ha sempre dimostrato e coltivato la passione per il mondo artistico; da giovane ha infatti deciso di perfezionare le sue tecniche pittoriche frequentando alcuni corsi alla Pinacoteca Albertina di Torino, proseguendo contemporaneamente i suoi studi e la sua carriera di psicopedagogista e maestra. Ha fatto parte di alcune associazioni artistiche, e ha esposto le sue opere in molte località: infatti, oltre che in Italia, ha fatto conoscere la sua arte al Carrousel du Louvre e al Festival d’Hiver a Parigi, al World Art Dubai a Dubai e all’Art Expo di New York. Ha esposto le sue opere anche a Pechino, a Nizza, a Barcellona, a Montecarlo, e in Italia a Roma, a Milano, a Torino, a Genova, a Parma, a Faenza e in altre città. Le opere di Dabò sono caratterizzate da colori audaci e linee frazionate, a creare un senso di incompiutezza e di realtà in continua trasformazione. Le prospettive che vengono utilizzate sono non convenzionali, e i colori utilizzati talvolta non corrispondono alla realtà, proprio per rispecchiare la natura complessa e in continuo mutamento del contesto urbano.

I soggetti delle sue opere sono i paesaggi urbani, dove, tuttavia, l’uomo di per sé compare raramente; l’intento dell’artista è quello di ritrarre l’uomo in tutto ciò che egli ha costruito, mostrando come la figura umana possa essere ben presente anche se non fisicamente, facendo chiaramente percepire le tracce del suo passaggio. Queste tracce vengono percepite nei porti, nei cantieri, nelle periferie, nei palazzi, che vengono continuamente reinventati. L’interpretazione delle opere di Daniela è libera; in particolare, l’artista intende suggerire come le luci, le ombre e il punto di osservazione possano modificare la nostra percezione della realtà.