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IVREA - Anche quest’anno l’Associazione Ristoranti della Tradizione Canavesana ha promosso con grande successo il territorio e le sue eccellenze enogastronomiche con il Gran Galà delle Erbe, un evento ormai consolidato per celebrare le erbe spontanee e gli altri prodotti tipici del territorio. Nell’ambito delle celebrazioni per i trent’anni dalla fondazione dell’associazione, giovedì 28 maggio presso il Castello di Masino un pubblico molto interessato ha avuto il piacere e l’onore di condividere momenti conviviali in una location di grande prestigio. La serata, realizzata con il contributo di Ascom Confcommercio Torino e provincia, Ascom Ivrea e Camera di commercio di Torino, è stata molto più di un evento gastronomico: un racconto corale del Canavese attraverso i suoi prodotti, la sua biodiversità e la capacità dei ristoratori di presentare in chiave contemporanea la tradizione enogastronomica del territorio.

«Il Gran Galà delle Erbe racconta perfettamente il valore strategico dell’enogastronomia per i territori – sottolinea la presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia, Maria Luisa Coppa – Oggi il cibo non è soltanto consumo, ma esperienza, cultura, attrattività e leva economica. Il Canavese ha compreso bene questa evoluzione e i Ristoranti della Tradizione Canavesana ne sono interpreti credibili da trent’anni. Hanno avuto il merito di fare rete quando questo approccio non era ancora scontato, costruendo connessioni tra ristorazione, produttori, formazione e promozione territoriale. Trent’anni di attività rappresentano un patrimonio di relazioni, competenze e visione che merita di essere riconosciuto e valorizzato».

Questa edizione ha assunto un significato particolare considerate le celebrazioni dei trent’anni dell’ Associazione Ristoranti della Tradizione Canavesana che, già nel 1996 grazie ad un gruppo di ristoratori canavesani lungimiranti aveva creduto nell’idea di fare rete con obiettivi ben precisi per la promozione del territorio. Termini quali reti territoriali, marketing delle destinazioni o filiere identitarie, non ancora utilizzati così diffusamente come oggi, erano in realtà già tra gli obiettivi del gruppo di ristoratori che aveva intuito il valore strategico del fare squadra per promuovere il Canavese attraverso la cucina, recuperare le ricette della tradizione, valorizzare i produttori locali e trasformare la tradizione gastronomica in un patrimonio vivo e condiviso. «A trent’anni dalla nascita dell’Associazione – dichiara Luca Berolatti, presidente dell’Associazione Ristoranti della Tradizione Canavesana – continuiamo a credere che il compito della ristorazione vada oltre la tavola. Promuovere il territorio, valorizzare i produttori locali, custodire ricette e ingredienti identitari significa contribuire concretamente alla vitalità culturale ed economica del Canavese. Le erbe spontanee raccontano una cultura gastronomica profondamente radicata nella nostra terra, ma anche sorprendentemente attuale, capace di dialogare con la cucina contemporanea senza perdere autenticità. Siamo soddisfatti del traguardo della nostra Associazione, nonostante le numerose difficoltà, perché continuiamo a credere nelle idee e negli obiettivi dettati dai nostri soci fondatori».

Le protagoniste assolute del Gran Galà delle Erbe sono state ovviamente le erbe spontanee, patrimonio identitario della cucina locale canavesana e, più precisamente, della Valchiusella, interpretate in un percorso gastronomico che ha intrecciato memoria e innovazione in una cucina nata dalla terra, dal sapere contadino e dalla conoscenza del paesaggio, e che ha trovato nuova espressione grazie alla sensibilità tecnica e creativa di chef capaci di tradurre il patrimonio gastronomico in esperienze di valore per un pubblico sempre più attento e curioso. L’aperitivo ha esaltato le erbe spontanee in collaborazione con il Club Amici Valchiusella, i formaggi de Le Tome di Villa e le proposte della Distilleria Revel Chion. La cena, servita nelle magnifiche sale del Castello di Masino, residenza FAI, ha visto il susseguirsi di piatti più innovativi con quelli della tradizione preparati dai singoli ristoranti o in alcuni casi a più mani. Trota della Valle dell’Orco marinata con kimchi di erbe spontanee, CanapOVO in camicia con crema di pastinaca e silene, crostone e misticanza di crescione, agnolotto di ricotta di pecora, tarassaco e farinello buon enrico al burro di montagna, zuppa di ajucche ed erbe miste al forno, sanato in porchetta con barbabuc e bistorta, purea di patate al sifone e, per finire, crema di latte 85° con coulis di fragoline di bosco in abbinamento ai vini selezionati dal Consorzio per la tutela e valorizzazione dei vini del Canavese hanno deliziato i palati di tutti i presenti, soddisfatti per l’esito della serata.

Non sono mancate le collaborazioni anche con gli artisti. Ad omaggiare i trent’anni dell’Associazione Ristoranti della Tradizione Canavesana le opere dei ceramisti di Castellamonte. In particolare per l’occasione si è scelto di esporre diverse tipologie di tofeje, dalle classiche color terracotta a quelle più artistiche, in quanto questo è da sempre il simbolo dei soci dell’associazione e si può trovare all’ingresso di ogni ristorante aderente. Che dire. I ristoratori dell’associazione sono riusciti ancora una volta a stupire i commensali intervenuti non solo con i piatti, i prodotti, il servizio e la location ma anche con un angolo instagrammabile al passo con i tempi, di forte impatto visivo e culturale, dettato da una solida presenza artistica legata al territorio.