ALBIANO D'IVREA - Aiutare gli altri è una vocazione. Una sorta di «mission» che ognuno sente dentro. Non è cosa automatica: per fare le cose per bene servono dedizione e grande volontà. Renata Urbani, 87 anni compiuti domenica, residente ad Albiano d'Ivrea, è l'esempio di tutto questo. Da decenni è crocerossina volontaria. Un impegno che, negli ultimi mesi, l'ha vista in prima linea al centro vaccinale anti covid di San Giovanni ad Ivrea. Dove è diventata un'istituzione.

Una volontà ferrea la sua: quella di fare del bene per gli altri. Domenica scorsa, 17 ottobre, al termine del servizio di vaccinazioni al centro di San Giovanni, la crocerossina Renata Urbani ha trovato ad attenderla l’intero gruppo delle crocerossine e dei volontari, il sindaco di Ivrea Sergio Sertoli, il primo cittadino di Albiano d’Ivrea Venerina Tezzon con una delegazione di albianesi dei quali Renata è concittadina.

L’occasione era il festeggiamento dell’ottantasettesimo compleanno di Renata, ed insieme il ringraziamento per gli oltre trent’anni di servizio volontario da lei prestati a tutela della salute nel territorio canavesano. L’importanza dell’opera di Ranata è stata testimonianata dalla presenza di tante persone e, in più, dalla lettera personale che le ha inviato il Commissario Straordinario per l’emergenza covid, il Generale Francesco Paolo Figliuolo, nella quale ringrazia la «Carissima sorella per gli anni di amore e passione dedicati alla Croce Rossa e per il costante impegno nel centro vaccinale covid del quartiere San Giovanni di Ivrea».

«Non me l'aspettavo proprio - racconta Renata Urbani, da noi raggiunta ieri appena finito il servizio al centro vaccinale - anzi mi hanno fatto andare a San Giovanni domenica con una scusa. Sembrava ci fosse una carenza di volontari così sono partita da casa e ho raggiunto il centro. Quando ho visto arrivare i sindaci ho capito che sarebbe stato un pomeriggio diverso». La signora Renata si adopera nel volontariato da decenni e lo fa perchè in questo modo si sente bene: «Ho 87 anni. Per fortuna sono in salute, vivo sola e questo è il modo per fare qualcosa per gli altri. Lo ritengo un dovere». La più grande sorpresa è stata proprio la lettera del generale Figliuolo: «Parole che mi hanno commossa e che condivido con tutte le crocerossine che, come me, si danno da fare per gli altri».

«Un po' di salute e tanta buona volontà» è il motto che la signora Renata ha coniato per spiegare la sua dedizione al mondo del volontariato. Per anni è stata anche impegnata al pronto soccorso di Ivrea con l'ambulatorio gestito dalle crocerossine. Un servizio che ora ha chiuso per la pandemia ma che l'associazione spera di poter riproporre al più presto. 

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