IVREA - Domenica 5 e 12 febbraio, terzultima e penultima domenica di Carnevale, segnano due momenti importantissimi nel Cerimoniale dello Storico Carnevale di Ivrea: le Alzate degli Abbà, l’antica cerimonia di nomina e presentazione alla città dei rappresentanti delle parrocchie all’interno del Carnevale, uno degli appuntamenti più sentiti dagli eporediesi.

Impersonati da bambini, gli Abbà sono due per ognuna delle cinque parrocchie della città. Quest’anno a ricoprire questo emozionante ruolo saranno: Gaia Scaturro e Giorgia Cavanna per la parrocchia di San Grato; Jacopo Giacobbe Grijuela e Gabriele Accotto per la parrocchia di San Maurizio; Riccardo Caglioti e Alessia Fragale per la parrocchia di Sant'Ulderico; Dante Scalamonti e Melissa Carlisi per la parrocchia di San Lorenzo e, infine, Nicholas Barbato e Lorenzo Vaglio per la parrocchia di San Salvatore.

Prima ancora delle Alzate, i piccoli Priori saranno protagonisti sabato 28 gennaio alle 16.30 in sala Santa Marta, Ivrea, della cerimonia di Presentazione al Generale, Marcello Feraudo, e al Sostituto del Gran Cancelliere Erino Mignone. In questa occasione i nuovi piccoli Priori conosceranno il loro Ufficiale che li accompagnerà per l’intera manifestazione. 

Gli Abbà, piccoli priori delle parrocchie cittadine, compaiono fin dal primo anno registrato sul Libro dei Verbali nel 1808 ma la figura storica dell’Abbà ha origini ben più lontane negli anni: i priori delle feste civili e religiose erano degli adulti che partecipavano e organizzavano questi eventi evidenziando così l’autorità che veniva loro riconosciuta dai vari poteri cittadini.

Cinque sono le parrocchie che nel 1808 nominano gli Abbà: San Maurizio, San Pietro e Donato (sostituita nel 1935 da San Lorenzo), Sant’Ulderico, San salvatore e San Grato. Presumibilmente fino all’unificazione dei Carnevali rionali, avvenuta nel 1808, questo ruolo era svolto da adulti i quali vennero poi sostituiti da ragazzi di giovane età rappresentanti dei colori rionali che avrebbero così ridotto drasticamente le eventualità di conflitto tra gli abitanti delle diverse Parrocchie.  I bambini indossano costumi rinascimentali e portano sulla spalla destra uno spadino con un’arancia sulla punta, a simboleggiare la testa mozzata del tiranno. A loro il compito, nella sera del Martedì Grasso, di appiccare il fuoco allo Scarlo issato nella piazza  della propria Parrocchia. 

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