IVREA - «Questa meravigliosa esperienza mi ha fatto fare un viaggio con Me stessa e con gli altri», è un estratto di un commento di una studentessa diciassettenne che ha partecipato al Pcto (percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento) presso la manifestazione internazionale «Les Journées Romaines de Nîmes» tenutasi dal 3 al 5 maggio scorso. Un progetto che riscuote, per il secondo anno consecutivo, un forte interesse tra i giovani canavesani, oltre a cementare il gruppo di ogni età che da qualche anno è entrato a far parte del vasto mondo della rievocazione storica e dell’archeologia sperimentale. Gruppo infatti che è in grado di trasmettere conoscenze e competenze anche ai più giovani attraverso l’istituzione scolastica.
Il gruppo eporediese partito in pullman da Ivrea lunedì 29 aprile con un furgone di materiali al seguito, era composto da una trentina tra veterani già da anni impiegati per passione nella rievocazione storica e i nuovi studenti che hanno avuto una formazione specifica di 4 mesi, provenienti dal Liceo “Carlo Botta”, dall’IIS “Cena”, con ex studenti ora universitari del Liceo “Gramsci” e anche uno dell’ IIS “Olivetti”. Raggiunta Genova, sono stati fatti salire gli amici componenti della Terza Legio Consolare e gli Arcieri Cretesi con il loro furgone al seguito. Quindi nel tardo pomeriggio è stata raggiunta la città di Nîmes, 144 mila abitanti nel dipartimento del Gard (nota come Nîmes la romaine), famosa per le vestigia romane e per uno dei maggiori anfiteatri romani e anche di uno tra i meglio conservati, monumento storico dal 1840 e ad oggi un’arena in pietra bianca utilizzata per i grandi eventi.
L’avventura, dal titolo: “Germanicus et la colère barbare” rappresenta l’offensiva di Roma condotta da Germanico Giulio Cesare contro le tribù germaniche di Arminio dopo la sconfitta subita nella foresta di Teotoburgo, è iniziata con un salto spazio-temporale nella romanità con 600 rievocatori e rievocatrici arrivati da tutta Europa, uniti in un grande gioco di squadra che affonda le radici nella storia. Oltre all’arena, ove una componente dei rievocatori, guidata dal Centurio Davide Mindo era impegnata nelle bettaglie contro i barbari con centinaia di altri legionari, il “grosso” della Legio Qvarta era stanziata presso il castrum costruito presso il suntuoso Jardin de la fontaine dove il pubblico entrava all’interno tra riti religiosi, addestramenti, turni di guardia e improvvisi assalti dei barbari sventati dalla guarnigione.
Numerose le famiglie con bambini e la loro curiosità verso le numerose didattiche preparate dall’associazione eporediese e illustrate in francese dagli studenti. Particolare successo ha riscosso la didattica dedicata alla groma eporediese, celebre (all’estero) memento mori di Lucio Ebuzio Fausto risalente al I secolo d.C., la tenda pretoria suntuosamente arredata e le tende delle contubernie, anch’esse arredate con i corredi militari dei milites. A difendere il castrum quattro skorpio ricostruiti nella sede di Banchette d’Ivrea, secondo i dettami di Vitruvio e della Colonna Traiana. Suggestiva la sfilata serale nelle vie della città dove la Legio canavesana ha portato l’arma nevrobalistica in corteo su un carro, proprio davanti alla biga imperiale. Il pubblico, malgrado il maltempo che ha lasciato spazio al sole soltanto sabato e domenica, si è mosso massicciamente. Un movimento di persone attente alla rievocazione di un capitolo della romanità con numeri impressionanti con 27.300 spettatori su tutte e tre le rappresentazioni del grande spettacolo offerto nell’arena e addirittura 6.000 persone che sono passate a visitare il castrum con le sue didattiche e le sue azioni. Con le sue strade affollate, Nîmes ha restituito l’aria di festa.
Jean-Paul Fournier, sindaco di Nîmes ha affermato: «La Città ha vissuto tre splendidi giorni di festa. I cittadini, molti Gardois e tanti turisti stranieri sono venuti, con le loro famiglie, per assistere ai vari spettacoli e attività proposte, dimostrando ancora una volta la qualità del nostro evento e l'attrattiva della città». Il ritorno del gruppo a Ivrea, avvenuto il 6 maggio, ha suggellato un’esperienza quasi unica nel suo genere. L’associazione “Il Diamante” al suo nono anno di attività in Francia e in Italia, da circa un quinquennio ha concentrato con soddisfazione i suoi sforzi nel contesto della valorizzazione dell’epoca romana arrivando a coinvolgere nel progetto rievocativo le scuole superiori della città, all'insegna della condivisione di intenti tra generazioni differenti prestando particolare attenzione allo studio delle fonti senza sottovalutare mai gli aspetti della socializzazione tra i componenti del gruppo, evolvendosi di anno in anno e raccogliendo soddisfazione e attestati di stima da parte di diverse realtà affermate del vasto panorama rievocativo nazionale.
Conclude il direttore artistico Davide Mindo: «Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti anche sul nostro territorio, soprattutto con “Le giornate romane di Eporedia” che con la scorsa amministrazione comunale è riuscita a radunare la compagine nazionale delle quattro legioni consolari, ospitando i rievocatori giunti da Roma e da altri centri, riuniti per la prima volta a Eporedia dai tempi della fondazione della città di più di duemila anni fa. Un evento che aveva coinvolto la scuola primaria e secondaria con tantissimi studenti e il pubblico concentrato al Parco della canoa nel week end. Ma contiamo di riproporre ancora sul nostro territorio ciò che facciamo altrove a Luni, Crissolo, Susa, Aosta e Gallia».