MAZZE’ - «Io sono nato col destino di essere forte, la mia è la forza del destino»: diceva Totò, interpretando Felice Sciosciammocca, uno dei suoi personaggi più celebri. Nel destino dei giovani e talentuosi attori e attrici della compagnia «Rosso di sera», fondata dalla regista, attrice, insegnante e scrittrice, Marianna Sica, c’è senza dubbio la recitazione. A fine maggio, al teatro Cinico Angelini di Crescentino è stato un successo la loro interpretazione di «Miseria e nobiltà».
Sul palco Daniele Spertino, Arianna Pisano (12 anni), Diana Faga (11 anni), Elena Antonacci (14 anni), Elia Ardizzi (14 anni), Federico Rispoli (15 anni), Francesca D’Andrea (16 anni), Sofia Berto (10 anni), Sofia Fiorese (11 anni), Mattia Bocchieri (15 anni) e Marianna Sica, che ha recitato e diretto lo spettacolo, hanno conquistato il folto pubblico presente in sala. L’affiatato team, con il prezioso aiuto della make-up artist Jessica Lettieri e della scenografa e collaboratrice Donatella D’Eliso, ha portato in scena un coinvolgente omaggio al «principe della risata», facendo rivivere la vera essenza di Totò. Il divertimento è stato assicurato, ma non sono mancati i momenti emozionanti e commoventi.
«E’ stata una grande emozione. E’ stato impegnativo, ma la soddisfazione è grande – racconta Arianna Pisano – C’era molta adrenalina prima di salire sul palco e poi durante lo spettacolo. Ci ha aiutati a concentrarci. Mi è piaciuto molto interpretare Donna Concetta, che è simpatica e un po’ testarda come me. Recitare è bello. Si vive uno spettacolo a 360°, anche il dietro le quinte, che il pubblico non vede». Gli applausi hanno ripagato la compagnia «Rosso di sera» degli sforzi e del duro lavoro di preparazione iniziato a gennaio di quest’anno. I giovani attori hanno dato il massimo. «Non è stato semplice. Ci siamo messi in gioco – spiega Francesca, che ha fatto rivivere Luisella, la moglie di Totò nello spettacolo – Ho interpretato una donna dal carattere molto duro. Per entrare nella parte ho fatto un viaggio interiore, impegnandomi con tutte le mie energie. E’ stata una prova dura, ma l’abbiamo portata a casa tutti insieme da vincitori». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Daniele (impegnato nel ruolo del marchesino Eugenio): «E’ stato un gran lavoro, complesso ed impegnativo sotto tutti i punti di vista. Sono contento del risultato e soprattutto dei tanti apprezzamenti del pubblico, che ha riso dall'inizio alla fine ed ha applaudito spesso durante lo spettacolo».
Per la giovane Sofia Fiorese l’importante compito di dare voce e corpo a Gemma, che nel film aveva il volto della grande Sophia Loren: «E’ stato molto impegnativo. Gemma è caratterialmente molto diversa da me. L’obiettivo raggiunto, gli applausi che ci ha riservato il pubblico ci ripagano degli sforzi e del tanto lavoro svolto». Gli attori e attrici della compagnia canavesana hanno mostrato una maturità da 10 in pagella. «Mi è piaciuta la sfida di portare in scena Bettina, la sua determinazione di madre. Prima di iniziare lo spettacolo sono stata “investita” da un camion di emozioni, ma sapevo che insieme ce l’avremmo fatta. E’ stato magico». A Elena Antonacci va l’oscar dell'eclettismo: «Ho interpretato ben 4 personaggi maschili. E’ stato difficile, soprattutto mantenere il passo con tutti i cambi d’abito che c’erano. Non pensavo all’inizio di riuscirci, invece ce l’ho fatta ed è stata una grande soddisfazione». Nei panni di Pasquale, l’amico di Totò in «Miseria e nobiltà», si è perfettamente calato il giovane Federico: «E’ stata una prova anche per me stesso. Mi sono trovato bene in questa parte, è stato emozionante e mi sono divertito molto. Lavorando sodo e insieme abbiamo dimostrato di essere bravi. Siamo un bel gruppo». «Il segreto del successo è nel nostro affiatamento e nell’amicizia che ci lega – confida Diana – Ci siamo divertite cantando come matte anche durante il trucco e parrucco. Ci ha tolto via molta ansia da palcoscenico». Felice Sciosciammocca, ossia Totò, lo ha interpretato Elia: «La comicità di Totò è senza tempo e inimitabile. Abbiamo fatto del nostro meglio per provare a replicarla. E’ stato uno spettacolo difficile da portare in scena, anche per la mole di battute da memorizzare. Ce l’abbiamo fatta. E’ un traguardo raggiunto importante per noi. Abbiamo superato le difficoltà, aiutandoci a vicenda. Il gruppo ha fatto la differenza». «Mi sono divertito molto in questo spettacolo – ha detto Mattia Bocchieri – Non vedevo l’ora di salire sul palco, dove mi sono sentito tranquillo, felice e, diciamolo, appagato. Sono stati mesi di lavoro duri, ma il fatto che sia piaciuto a chi è venuto a vederci ci ripaga dei sacrifici e sforzi fatti». «C’è stata un po’ di ansia prima di entrare in scena, poi è passata - spiega Sofia Berto, che è la più giovane della compagnia – Quando è calato il sipario ero sia felice per la riuscita dello spettacolo che triste perché era finito. Dietro le quinte ci divertiamo tanto tutti insieme. Siamo un gruppo affiatato e siamo stati anche molto bravi ad improvvisare nei momenti in cui non ci ricordavamo qualche piccola battuta. E’ stato davvero una bella esperienza».
A settembre la compagnia «Rosso di sera» tornerà a sorprendere tutti con una versione «rock» e 2.0 di Romeo e Giulietta. «Sono molto orgogliosa e quasi commossa da quanto fatto dai miei ragazzi – conclude Marianna Sica – Tra di loro si è creata una sinergia pazzesca. Sono giovani, giocherelloni, ma hanno anche la giusta maturità per capire l’importanza di cosa stanno facendo. Sono bravi sia in scena che fuori. Come gruppo hanno la cosiddetta “cazzimma”. Si aiutano e sempre “presenti” nel vero senso della parola. Un grazie lo rivolgo anche alle loro famiglie che li seguono e supportano sempre. E’ stato bello vedere il pubblico ridere, ma anche riflettere nei momenti più commoventi. E’ stato uno spettacolo quasi interattivo perché per recitare abbiamo utilizzato anche le gradinate della platea, andando in mezzo alla gente. Credo sia piaciuto molto insieme ad una scenografia molto efficace».






