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RIVAROLO CANAVESE - Una raccolta doni per portare calore, dignità e sorrisi a chi vive un Natale più fragile. Si chiama «Natale che aspetta te - Fiocchi sospesi» ed è la bella e importante iniziativa solidale promossa da delle giovani dal cuore d'oro. Si tratta di Francesca Cocco, che si è trasformata, come per magia, in una sorta di Babbo Natale made in Canavese, e dell'amica Sara Martino, che ha indossato idealmente i panni dell’elfo verde. Al loro fianco ci sono Luca Dezzani e Sara Alice.

L’iniziativa, nata due anni, continua oggi con ancora più forza, grazie anche alla collaborazione del Lions Club Rivarolo Canavese Occidentale, che si è unito con entusiasmo al progetto. La casa di Francesca è già diventata una sede distaccata del villaggio di Santa Claus. Si è riempita d'incanto di scatole e pacchi che arrivano di continuo, carta regalo e nastri che spuntano da ogni parte. I doni, destinati a dare un po’ di gioia ai bambini e alle persone meno fortunate, potranno essere consegnati fino al 19 dicembre allo Studio Mazzini di via Piave di Rivarolo Canavese oppure da Elixir Centro Estetico, sempre a Rivarolo ma in via Favria, o all'agenzia viaggi Last Minute Tour di via Torino a Cuorgnè.

I doni, raccolti nei vari punti dedicati, arrivano poi a casa di Francesca, dove lei e le altre volontarie li impacchettano con cura prima di consegnarli alla Caritas. «Per i bambini si possono donare vestiti caldi (giubbotti, maglioni, pigiami), coperte, giocattoli nuovi o in buono stato e completo. Sono ben accetti libri per tutte le età, colori, album da disegno, materiale creativo - spiegano gli organizzatori del progetto natalizio - Prodotti per l’igiene (shampoo, dentifricio, salviette) oppure alimenti non deperibili. Per chi vuole, invece, fare un dono per gli adulti: abbigliamento invernale (giacche, maglioni, sciarpe, guanti, coperte, libri, prodotti per l’igiene personale e alimenti a lunga conservazione. Se non avete tempo di impacchettare la tua donazione, non vi preoccupate ce ne occuperemo noi. Aiutaci a rendere questo Natale più umano e più condiviso».