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RIVAROLO CANAVESE - Sono passati 68 anni, ma il 2 gennaio resta una data che pesa sulla memoria di Rivarolo Canavese. Era il 1958 quando, poco dopo le 20.30, quattro vigili del fuoco volontari persero la vita mentre si stavano recando su un intervento. Un viaggio breve, come tanti. Eppure destinato a diventare una delle pagine più dolorose della storia cittadina.

I vigili del fuoco volontari si chiamavano Giacomo Gindro, Antonio Merlo, Domenico Porello e Renato Sacchi. Erano a bordo della nuova autopompa «Leoncino», da poco entrata in servizio, diretti verso un incendio in una cascina a Rocca Canavese. All’altezza del passaggio a livello di via Favria, accadde l’irreparabile. Le sbarre erano aperte quando la littorina proveniente da Cuorgnè travolse in pieno l’autopompa.

Nell’incidente rimasero feriti anche altri quattro vigili del fuoco: Secondino Furno, Domenico Milano, Ezio Porello e Domenico Vecchia. Uomini che, come i colleghi caduti, avevano scelto di mettersi al servizio degli altri, senza esitazioni. Oggi quel sacrificio è ricordato da una lapide all’ingresso del municipio e da un cippo posto vicino al luogo della tragedia.

Ogni anno, il 2 gennaio, i vigili del fuoco si ritrovano lì per rendere omaggio ai loro compagni, dopo la funzione religiosa al distaccamento. Come da tradizione, la vecchia sirena ha suonato più volte nel corso della serata di oggi. Un richiamo che attraversa il tempo e che parla di dolore, memoria e riconoscenza. Perché certe storie non vanno dimenticate.