RIVAROLO CANAVESE - Sabato 29 novembre l'Associazione Nazionale Carabinieri di Rivarolo Canavese, presieduta da Ignazio Mammino, insieme alle altre sezioni dell'Alto Canavese, ha organizzato una grande festa in onore della patrona dell'Arma, la Virgo Fidelis. La celebrazione ha avuto il suo momento clou nella chiesa parrocchiale di San Michele. Monsignor Roberto Lucchini, originario di Pont e attualmente Nunzio Apostolico in Sri Lanka, ha ricordato nell'omelia il legame tra l'arma dei carabinieri e la loro protettrice, entrambe segno di vigilanza, fortezza e attenzione al prossimo.
Il capitano della compagnia di Ivrea, Armir Gjeci, che ha assunto il comando nel settembre 2025, nei suoi saluti, ha ricordato il sacrificio dei carabinieri caduti nella Battaglia di Culqualber nel 1941, sacrificio riconosciuto con la seconda medaglia d'oro al valor militare assegnata alla Bandiera dell'Arma per il valore dimostrato. Numerose le autorità civili, militari e religiose presenti all'evento. Nelle prime file, oltre a decine di carabinieri in servizio e in congedo tra i quali il luogotenente Alfonso Lombardo, comandante della stazione di Rivarolo, erano presenti l'onorevole Giovanni Crosetto, i consiglieri regionali Sergio Bartoli e Mauro Fava, il sindaco Martino Zucco Chinà, insieme a numerosi altri sindaci del territorio e don Raffaele Roffino, parroco di San Michele.
Al termine della messa, una delegazione dell'Anc ha posato una corona d'alloro al monumento ai caduti di corso Torino. I festeggiamenti della Virgo Fidelis si sono conclusi a Bairo con la cena organizzata dal presidente Mammino in collaborazione con Massimo Cattaneo. Un momento di ricordo e di festa della Vergine Maria protettrice del suo popolo - nei secoli fedele - proprio come i carabinieri.
«Oggi abbiamo voluto dire grazie a chi veste la divisa ogni giorno, con dedizione e coraggio, e a chi ha concluso il servizio attivo, continuando a rappresentare con fierezza i valori dell’Arma - dice il consigliere regionale Sergio Bartoli - sono valori che non si tolgono mai: si portano nel cuore. Perché essere Carabiniere non è un mestiere, è un’identità. Carabiniere lo si è sempre, perché lo si è dentro. Il mio ringraziamento va al Presidente Ignazio Mammino per il gentile invito e all’Associazione Carabinieri di Rivarolo per l’organizzazione impeccabile. Un grazie sentito al Capitano Armin Gjeci, al Comandante della Stazione di Rivarolo e ai loro uomini per il lavoro quotidiano, spesso silenzioso ma decisivo, a tutela delle nostre comunità. Onore a chi serve e a chi ha servito. Un onore esserci». (P.r.)










