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SPARONE - Una serata da tutto esaurito in occasione dei 50 anni del Club Alpino sparonese. Sabato scorso, 5 luglio, gli appassionati di montagna hanno avuto la possibilità di conoscere una delle giovani protagoniste dell’alpinismo. A Sparone, infatti, è stata ospite nel salone polifunzionale del paese, Federica Mingolla.

La climber torinese di fama mondiale ha solo 30 anni ma ha già alle spalle un’importante carriera alpinistica, durante la quale ha aperto molte prime vie femminili in arrampicata libera. Ha abbandonato precocemente la carriera sportiva per dedicarsi alla falesia, alle vie lunghe e all'alpinismo. Ha iniziato a praticare l'arrampicata indoor a 15 anni e a competere nell’arrampicata sportiva con ottimi risultati. È laureata in Scienze Motorie alla Suism dell’Università di Torino ed è tecnica della Federazione Arrampicata Sportiva Italiana e guida alpina residente in Valle d'Aosta.

Nel corso dell’appuntamento sparonese si è parlato di umiltà, prudenza, rispetto della natura e delle altre doti fondamentali per uno scalatore. Soprattutto, Federica Mingolla si è raccontata rispondendo alle domande del folto pubblico presente in sala. Non sono mancati focus sulle sue imprese ad alta quota. Ha, infatti, realizzato la prima salita femminile assoluta della via «Fuga dal Ghetto» nelle Valli di Lanzo ed è stata la prima donna in assoluto a salire in libera e da capocordata la «Via attraverso il pesce» nella Marmolada, con tutti i tiri tranne uno in stile «a vista».

La torinese, inoltre, può vantare la prima salita femminile assoluta della via «La falce e le betulle» a Noasca, la prima salita in libera e a vista della via «Sturm und Drang» in granito alla Torre Staccata del Becco di Valsoera nel Gruppo del Gran Paradiso, la prima salita di una donna italiana in libera alla via «Tom et Je Ris» nelle Gole del Verdon. In Pakistan ha salito la via «Good No Good» con 800 metri di sviluppo, che esce in vetta al «Peak Nik» a 4900 metri di quota. Nell’estate del 2024 ha, infine, partecipato alla spedizione «K2 70», organizzata dal Club Alpino Italiano per celebrare il settantesimo anniversario della conquista della vetta del Karakorum 2 da parte di Achille Compagnoni e Lino Lacedelli, «punte di diamante» della spedizione coordinata nel 1954 dal professor Ardito Desio.

Dopo aver raggiunto il Campo 3 a 7300 metri, Silvia Loreggian e Federica Mingolla hanno dovuto rinunciare alla salita del K2, perché accusavano malesseri legati all’alta quota e all’impossibilità di effettuare un adeguato periodo di acclimatamento, a causa del persistente maltempo.