VALPERGA-STRAMBINO - Due date, uno stesso messaggio forte e necessario: raccontare l’universo femminile attraverso il teatro, rendere visibile ciò che spesso resta sommerso e alimentare una riflessione collettiva sulla violenza di genere, sul lavoro e sul tempo negato alle donne. Si tratta di «Primo maggio - Un giorno tutto per sé» in programma sabato 6 dicembre alle 17.30 al salone polifunzionale di Strambino e domenica 7 dicembre a Valperga al teatro comunale Fernandi alle 17.30. E' uno spettacolo suggestivo che mette l'accento su un importante progetto «Insieme per il #venticinquenovembre» promosso dal Coordinamento donne delle Leghe Spi Cgil del Canavese.
Nel cuore di un interno che sembra uscito dalle opere di Hopper, tre figure femminili prendono vita. Donne sospese, intrappolate in un presente immobile, che attendono un cambiamento difficile da immaginare ma urgente da desiderare. In un’epoca scandita dalla produttività e dalle scadenze, diventare padrone del proprio tempo è una sfida radicale - e per molte donne è una battaglia quotidiana, spesso invisibile: tra lavoro, famiglia, cura, relazioni difficili, ansia e spaesamento. Su questo palco si muovono Francesca Brizzolara e Raffaella Tomellini della Compagnia Tecnologia Filosofica, che danno voce ai personaggi unici e speciali attraverso la scrittura ironica e lucidissima di Viridiana Casali.
«Primo maggio - Un giorno tutto per sé» è un viaggio potente nel vissuto femminile, nelle sue fragilità e nella sua forza. Non a caso accanto allo spettacolo è fondamentale il ruolo delle realtà del territorio come spiegato nella conferenza stampa, svolta alla Camera del lavoro di Cuorgnè, da Maria Teresa Rosa, coordinatrice del Coordinamento Donne Spi Cgil nel Canavese. Nel presentare il progetto «Insieme per il #venticinquenovembre», Maria Teresa Rosa ha sottolineato il lavoro svolto negli ultimi due anni per creare finalmente una rete unitaria tra le leghe del territorio: «Prima ogni lega si muoveva da sola. Oggi abbiamo costruito un coordinamento che dialoga con istituzioni, consorzi socio-sanitari, Asl e Comuni. Per affrontare i temi che riguardano le donne serve lavorare insieme, non in solitudine». Un impegno ribadito da Angelica Liotine, responsabile Cgil del Canavese, che ha richiamato l’urgenza di tenere alta l’attenzione su un problema globale e drammatico: «Parlarne è fondamentale. Nel mondo contiamo 50.000 vittime di femminicidio, ma il dato è sottostimato. In Italia siamo già a quasi ottanta casi quest’anno, spesso per mano del partner o di un ex. Il problema è culturale e va affrontato dalle scuole primarie, perché continuiamo a vivere in un sistema patriarcale che limita il ruolo delle donne anche nel lavoro: meno tutele, meno possibilità di carriera, più carichi familiari che non vengono riconosciuti». Liotine, insieme ad Alfredo Ghella, segretario dello Spi Cgil di Caluso, e Aurelio Lucco Castello, segretario dello Spi Cgil alto Canavese. ha ricordato anche l’importanza del 1522, il numero nazionale antiviolenza, e il lavoro fondamentale degli sportelli di ascolto e del consultorio giuridico della Casa delle Donne di Ivrea, punto di riferimento per chi cerca supporto e tutela.
Dopo lo spettacolo, a Strambino e Valperga il pubblico sarà coinvolto in un momento di confronto attraverso domande, sia in forma digitale sia tramite bigliettini anonimi, per permettere a tutti di partecipare senza difficoltà. Una modalità pensata per stimolare un dialogo autentico su cosa ciascuno, cittadini, istituzioni, comunità, possa fare concretamente per contribuire al cambiamento. Le due iniziative, ad ingresso libero, si concluderanno con un brindisi, occasione informale per porre domande e continuare a discutere di argomenti di grande e stretta attualità. Due serate che uniscono teatro, impegno sociale e rete territoriale con un unico obiettivo: non smettere mai di raccontare, ascoltare, capire e trasformare. Perché la violenza si combatte anche così: dando voce alle storie, costruendo consapevolezza, creando comunità.






