VALPERGA - Ci sono compleanni che non segnano soltanto il passare del tempo, ma il cammino condiviso di una comunità. Ci sono associazioni che, quando soffiano sulle loro candeline, regalano a tutto il territorio qualcosa di più grande: la conferma che, come recita un celebre aforisma, non c’è esercizio migliore per il cuore che stendere la mano e aiutare gli altri ad alzarsi. Nei giorni scorsi, l’organizzazione «Con altri occhi» Odv ha celebrato i suoi primi vent’anni di attività, un traguardo che racchiude storie di ascolto, sostegno e impegno silenzioso al fianco delle persone più fragili del Canavese.
Nata nel 2005 dal desiderio di un gruppo di giovani – guidato dall’allora parroco don Domenico Catti e accompagnato dal direttore della Caritas diocesana di Torino Pierluigi Dovis, entrambi presenti alla festa – il sodalizio ha costruito negli anni un modello di intervento capace di unire concretezza e visione. Come raccontano i volontari, guidati da presidente Cristiano Cavaciuti, il nome «Con altri occhi» rappresenta l’essenza stessa della loro missione: «imparare a guardare le persone con attenzione, accoglienza e rispetto, provando allo stesso tempo a osservare il mondo attraverso lo sguardo dell’altro. Nel profondo, con uno spirito ispirato agli insegnamenti cristiani, ma sempre declinato nella pratica quotidiana del servizio». Dal 2005 l’associazione opera nel territorio del Ciss 38, gestendo un centro d’ascolto Caritas e un doposcuola per minori a Valperga. Dal 2021 il sodalizio è in prima fila anche per l’iniziativa Rata.Tù, l’emporio solidale di Cuorgnè che ha introdotto un nuovo paradigma di aiuto: non più beneficiari passivi, ma persone coinvolte attivamente, libere di scegliere ciò di cui hanno bisogno tramite una «tessera punti». Si tratta di uno spazio che restituisce dignità e autonomia, trasformando la fragilità in possibilità. Nel corso degli anni Con altri occhi ha sviluppato numerosi progetti dedicati alla legalità, alla sostenibilità ambientale e alla solidarietà sociale, costruendo collaborazioni stabili con scuole, amministrazioni e realtà associative del territorio. Dal 2012, ad esempio, porta negli istituti comprensivi percorsi di cittadinanza attiva, come il laboratorio Io Cittadino, che coinvolge gli studenti su temi quali ambiente, volontariato e valorizzazione delle diversità.
Il radicamento nella rete locale è uno dei cardini dell’associazione: dal 2015 è firmataria della convenzione del Tavolo Rete di Sostegno, insieme alle Caritas parrocchiali del territorio, alla San Vincenzo e ad altre organizzazioni. Grazie a questa collaborazione, è stata rafforzata la raccolta delle eccedenze alimentari e resa più equilibrata la distribuzione degli aiuti. È nata persino un’app che collega in tempo reale associazioni, negozi, produttori locali e grande distribuzione, creando un circuito virtuoso contro lo spreco e la povertà. Con altri occhi ha inoltre avviato percorsi di riattivazione sociale in collaborazione con Semi Onlus e la cooperativa agricola Cavoli Nostri, offrendo opportunità a persone in situazione di grave difficoltà economica attraverso il lavoro negli orti sociali. Recentemente ha partecipato al tavolo di coprogettazione «Resiste» e ha guidato il progetto Wezap, dedicato alla promozione dell’agricoltura sostenibile e della cultura del volontariato tra i giovani.
Tra i presenti alla celebrazione dei vent’anni, anche tanti volontari, pilastri discreti ma fondamentali dell’associazione. «L’associazione nasce come braccio “istituzionale” della Caritas parrocchiale, come strumento per poter accedere a fondi e bandi e per poterci interfacciare con le istituzioni. Ci è stato insegnato a prestare particolare cura e attenzione agli “ultimi”, semplicemente a chi ha necessità di un aiuto, di un incontro, di un confronto. E questo abbiamo sempre cercato con i bambini del nostro doposcuola, con le famiglie che suonano al nostro centro d’ascolto, ai ragazzi delle scuole a cui cerchiamo di trasmettere questo messaggio – conclude Cristiano Cavaciuti - Ciò che davvero importa è l’impegno nascosto e silenzioso di chi, ogni giorno, continua a credere negli obiettivi e nelle speranze di vent’anni fa». Venti anni dopo, Con altri occhi continua a essere un punto di riferimento per chi cerca ascolto, per chi ha bisogno di una mano e per chi desidera unire energie e competenze per un Canavese più giusto e più accogliente. E forse il regalo più prezioso di questo anniversario è proprio questo: la conferma che, quando si impara a guardare con gli occhi dell’altro, nessuna fragilità resta davvero da sola.






