Ai piccoli topolini delle campagne inglesi non importa se a imporsi sull’erba sacra del centrale di Wimbledon sarà Jannik Sinner o Carlitos Alcaraz: a loro basta che finiscano in fretta.
Perché dal giorno successivo alla finale, le oltre 55mila palline da tennis strapazzate dai campioni della racchetta saranno donate alla sezione di Avon, Glamorgan e Northtumberland della “Wildlife Trust”, organizzazione britannica che raggruppa 46 associazioni impegnate nella difesa dell’ambiente, e riutilizzate come casette per i “micromys minutus”, minuscoli topolini lunghi come una nocciolina e pesanti pochi grammi.
È un’iniziativa lanciata anni fa dall’All England Lawn Tennis and Croquet Club che ospita il torneo più glamour del mondo, per salvare una specie di roditori messa a dura prova dai cambiamenti climatici e dall’agricoltura intensiva. Dotati di una coda prensile che usano per arrampicarsi e costruire ad un metro circa dal suolo tane di forma tondeggiante, sono chiamati delle risaie perché è fra l’erba e i corsi d’acqua che trovano tutto ciò che serve per sopravvivere.
Le palline da tennis, infilzate su piccoli pali dopo aver praticato un piccolo foro di entrata, diventano rifugi pronti ad ospitare fino a 10 piccoli topini, al riparo da pioggia, freddo e soprattutto predatori.
La storia dei topini destinatari delle palline utilizzate dai migliori tennisti del mondo è diventata di dominio pubblico di recente, dopo la messa in onda del documentario “Game, Set, Mouse”, prodotto dalla “Great Big History”, casa di produzione della CNN.
E questa non è l’unica iniziativa ambientale fortemente voluta dal prestigioso All England Lawn Tennis and Croquet Club, che da tempo ha voluto borracce riutilizzabili per gli atleti, muri ricoperti di rampicanti e riutilizza i fondi di caffè come torba per le zone verdi.








