Il Tavolo Strategico per la candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033 ha tracciato una nuova tappa nel percorso verso la presentazione del dossier.
Alla riunione, presieduta dal sindaco Stefano Lo Russo, hanno partecipato i rappresentanti delle istituzioni coinvolte nel progetto: Comune di Torino, Città Metropolitana, Regione Piemonte, Camera di commercio di Torino, Politecnico e Università degli Studi di Torino, Fondazione CRT e Fondazione Compagnia di San Paolo.
All’incontro erano presenti, tra gli altri, l’assessora regionale alla Cultura Marina Chiarelli, l’assessora comunale Rosanna Purchia, il presidente della Camera di commercio Massimiliano Cipolletta, la vicerettrice del Politecnico Silvia Barbero, la rettrice dell’Università di Torino Cristina Prandi, la presidente della Fondazione CRT Anna Maria Poggi e Matteo Bagnasco per la Fondazione Compagnia di San Paolo. La riunione ha permesso di fare il punto sullo stato di avanzamento delle attività, consolidare una visione condivisa e definire le priorità operative per i prossimi anni.
Nel corso del 2025, il lavoro congiunto delle istituzioni ha avviato i principali cantieri della candidatura: tre think tank tematici — dedicati a intelligenza artificiale, libro e democrazia — hanno riunito università, fondazioni, enti culturali e imprese in un processo di ricerca e co-progettazione. Parallelamente, Università di Torino, Politecnico, CeVIS e Torino Social Impact hanno iniziato a costruire un sistema sperimentale di valutazione dell’impatto. Il Comune ha inoltre completato una vasta mappatura dell’ecosistema culturale torinese e metropolitano.
Grazie a una collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo e Hangar Piemonte, sono stati attivati percorsi di partecipazione, formazione e ascolto rivolti a professionisti della cultura, reti civiche, enti e cittadini in tutto il territorio regionale.
Ha preso forma anche il percorso di partecipazione civica: oltre 200 volontarie e volontari hanno già preso parte a iniziative pubbliche, coinvolgendo migliaia di persone. In parallelo è stato avviato il progetto di creative bureaucracy, che vede 60 dipendenti comunali impegnati in un programma di formazione sull’innovazione sociale e sulla cooperazione intersettoriale.
La candidatura dispone ora anche di un logo ufficiale, frutto del lavoro di più di cento studenti delle scuole primarie e secondarie torinesi. Il simbolo è stato presentato in piazza Vittorio Veneto durante il concerto per la festa patronale di San Giovanni, segnando la presenza del progetto in uno dei momenti più partecipati della vita cittadina.
Sul fronte europeo, Torino ha rafforzato la propria rete internazionale attivando relazioni con numerose città del continente. In particolare è stata consolidata la collaborazione con i Paesi Bassi, partner nel ciclo delle Capitali Europee della Cultura 2033. La partecipazione a reti e conferenze internazionali ha contribuito a posizionare la città come un laboratorio di cooperazione culturale a livello europeo.
Il Tavolo Strategico ha ora definito le linee operative per il 2026, anno chiave del percorso: si lavorerà allo sviluppo dei progetti e alla traduzione in azioni concrete della mappatura dell’ecosistema culturale, attraverso processi di co-progettazione con istituzioni, scuole, presidi sociali e realtà artistiche. Sul versante internazionale, l’obiettivo sarà rafforzare le collaborazioni con le Capitali Europee della Cultura di ieri e di domani e definire la visione europea della candidatura, in coerenza con le direttive dell’Unione Europea.
“Questa riunione rappresenta un passaggio cruciale del nostro cammino” ha spiegato Agostino Riitano, direttore della candidatura. “Torino non sta vivendo questo percorso come un esercizio formale, ma come un processo collettivo di interpretazione del presente e immaginazione del futuro. In questi mesi abbiamo costruito un metodo basato sulla cooperazione tra istituzioni, università, fondazioni, comunità culturali e cittadini; una rete di relazioni con le città europee e un orizzonte che mette al centro le persone, i talenti e le risorse vitali. Il 2026 sarà l’anno in cui le intuizioni diventeranno programmi, le relazioni partenariati strutturali e il dossier inizierà a prendere forma. Vogliamo proporre all’Europa un modello culturale fondato sul dialogo, sull’innovazione sociale, sulla prossimità e sulla qualità della vita urbana”.
Il cammino verso il 2033 proseguirà con il supporto della Fondazione per la Cultura Torino, attraverso nuove iniziative di coinvolgimento della cittadinanza, del tessuto culturale, delle imprese e delle scuole. Nei prossimi mesi sono attesi ulteriori appuntamenti pubblici, percorsi di co-progettazione, campagne di comunicazione e attività territoriali che accompagneranno la costruzione del dossier e il consolidamento del profilo europeo della candidatura.











