Galleria fotografica

Il 2025 si conferma un anno straordinario per l’aurora boreale. L’intensa attività geomagnetica ha regalato spettacoli di rara potenza, illuminando i cieli ben oltre le consuete regioni artiche e rendendo visibili le luci polari a latitudini insolite, dall’Australia meridionale al Galles.

A documentare il fenomeno è l’ottava edizione del Northern Lights Photographer of the Year, curata dall’astrofotografo Dan Zafra. Il concorso presenta 25 immagini selezionate tra migliaia di candidature, scatti che raccontano non solo la bellezza effimera dell’aurora, ma anche il lavoro, l’attesa e la determinazione dei fotografi che l’hanno immortalata.

Nonostante il massimo solare abbia superato il suo apice, nel corso del 2025 l’attività solare è rimasta eccezionalmente elevata. Tempeste geomagnetiche hanno generato aurore visibili in aree inusuali, dalla Nuova Zelanda all’Estonia, dall’Idaho al Regno Unito, offrendo opportunità fotografiche difficilmente replicabili.

“Fotografare l’aurora significa catturare un momento irripetibile - spiega Vincent Beudez, tra gli autori selezionati per questo evito esposizioni troppo lunghe: voglio fissare l’istante preciso di un fenomeno raro”.

Le immagini finaliste dimostrano come la fotografia dell’aurora non sia affidata al caso. Preparazione tecnica, conoscenza dei fenomeni solari e soprattutto pazienza sono elementi essenziali. Nikki Born ha atteso giorni di cielo coperto prima di riuscire a fotografare gli alberi ghiacciati di Riisitunturi sotto le luci polari; Tori Harp ha seguito per mesi l’evoluzione di una grotta glaciale, fino a ottenere lo scatto desiderato.

La galleria di scatti del 2025 è un viaggio visivo che attraversa fiordi norvegesi, lagune islandesi, foreste finlandesi e coste australiane, confermando il potere dell’aurora boreale di trasformare ogni paesaggio in uno scenario sospeso tra realtà e meraviglia.

Tory Harp, autore di “Lights & Ice”, la foto vincitrice: “Ho scoperto questa grotta di ghiaccio, chiamata “mulino”, 8 mesi prima di scattare questa foto nel Parco Nazionale di Aoraki/Mount Cook. I ghiacciai sono un ambiente dinamico, quindi ho continuato a monitorare i cambiamenti per lunghi mesi. Mentre si formava l'apertura della grotta, ho immaginato di scattare una foto notturna con il mio amico che si calava in corda doppia dall'ingresso della grotta, con lo straordinario cielo stellato della Nuova Zelanda sullo sfondo. Una notte, tutto era al punto giusto: sono riuscito a catturare la silhouette del mio amico perfettamente posizionata al centro dell'apertura della grotta, in contrasto tra i toni rosati dell'aurora e i colori ghiacciati della grotta”.

Al secondo posto “Arctic Rain”, di Vincent Buedez: “Per me, la fotografia dell'aurora boreale consiste nel catturare momenti unici: istantanee di un raro fenomeno naturale. Ecco perché non uso mai esposizioni molto lunghe. Ho scattato questa foto il 29 ottobre 2025 vicino a Tromsø, in Norvegia. Pochi secondi prima di immortalare questa scena, c'era un “muro” di strati colorati – verde e rosso – non raro durante una tempesta. Ma improvvisamente tutto è diventato disordinato: avevo visto molti spettacoli di aurore boreali nella mia vita, ma mai niente di simile”.

Terzo gradino del podio per “Essence of the Arctic Night”, uno scatto di Giulio Cobianchi: “L'autunno nell'Artico è il periodo migliore per catturare il “doppio arco” della Via Lattea e l'Aurora Boreale. Le notti sono tornate buie dopo le infinite giornate estive in cui il sole non tramonta mai. Durante il mio ultimo tour a settembre, ho catturato questa immagine panoramica a 360° al confine tra Haukland e Vik Beach, dove le montagne incontrano il selvaggio Mare di Norvegia”.