Tre parti di gin, una di vodka, mezza di “Lillet blanc”, una fetta lunga e sottile di scorza di limone: shake, not stirred (agitato, non mescolato). Non c’è che dire: James Bond l’ha sempre saputa lunga sulle donne, sulle armi e su cosa ordinare al bar. Nel 1953, ben lontani dal fenomeno del “mixologism”, lo scrittore Ian Fleming, padre letterario dell’agente 007, inventa la formula del Vesper Martini, lo spaccabudella preferito della spia anglosassone dalle avventure di “Casinò Royale” in poi. Secondo la leggenda, a seguire Fleming nella creazione fu il barman del Duke’s Hotel di Londra, Gilberto Preti.

Ma il problema, a 24 pellicole di distanza pare sia un altro: a svelarlo ci hanno pensato i ricercatori dell’Università di Otago, in Nuova Zelanda, che forse a corto di idee si sono messi a contare e soppesare quanti drink ha mandato giù 007 in carriera, arrivando ad una conclusione sconcertante: James Bond è un alcolista.

La ricerca, pubblicata addirittura sul Medical Journal of Australia, parla chiaro: “Ci sono prove forti ed inequivocabili che James Bond abbia un problema cronico di consumo alcolico che ha raggiunto livelli ben più gravi dello spettro di misurazione”. A conforto dello studio, anche le cifre: nella sua carriera, 007 si è scolato ben 109 cocktail, più o meno 4,5 a film, con picchi come in “Quantum of Solace” (2008), quando in due ore di pellicola ne manda giù ben sei. Nel suo sangue, carta canta, il livello di alcol a quel punto avrebbe raggiunto una soglia poco inferiore al coma etilico. Una dose così massiccia, proseguono i ricercatori, che non a caso spinge Bond a mettere in mostra alcuni degli indicatori di un alcolista: guidare in modo folle, giocare d’azzardo, fare a botte e accoppiarsi con nemiche bellissime, ma pericolose assai.

Alla fine del rapporto, in cui si consiglia all’agenzia spionistica MI6 di mantenere sotto stretta osservazione il dipendente Bond James, gli autori svelano l’arcano: il dossier è vero, ma ovviamente è un modo spiritoso per tenere alto il livello di attenzione su una feroce piaga sociale come l’alcolismo.

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