Del vecchio “Vleeshal”, il mercato delle carni in olandese, ad Haarlem è rimasto soltanto l’omonimo palazzo, fra Sprekstraat e Warmoesstraat, tradotte al meglio delle possibilità, via della pancetta e via delle erbe. Non a caso.

Dal 1386 in poi, all’interno dell’edificio i macellai tagliavano e vendevano carne a tutte le ore, poi con l’aumento della popolazione, all’inizio del 1600 fu deciso di realizzare il “Grote Markt”, più ampio e meno a rischio infezioni.

Una tradizione antichissima di Haarlem, 160mila abitanti a 20 km circa da Amsterdam, città nota ai turisti per la coltivazione dei tulipani che colorano le campagne circostanti. Antica, ma non sufficiente a distrarre le autorità locali verso una decisione epocale, che al momento non ha eguali al mondo: vietare qualsiasi pubblicità su autobus, pensiline e schermi che faccia esplicito riferimento alla carne. Che siano hamburger, wurstel o costate alla brace non importa.

L’iniziativa, rientra nel progetto varato dai paesi Bassi per ridurre i consumi di carne e di conseguenza gli allevamenti di bestiame, causa conclamata della concentrazione di azoto ed emissioni di gas serra. L’obiettivo è di tagliare di un terzo i capi entro il 2030.

Inevitabile, una decisione che ha scontentato gli eredi dell’antica corporazione dei macellai e dei produttori, che per cominciare accusano il governo di teleguidare l’opinione pubblica condannando un’intera categoria. La replica del consiglio comunale è arrivata a stretto giro di posta, altrettanto piccata: nessuno sta vietando nulla, ognuno è libero di comprare e mangiare ciò che più gli aggrada. “Ma non possiamo certo far finta di niente di fronte alla crisi climatica e di conseguenza incoraggiare la vendita di prodotti che ne sono una delle cause, come certificato dalle Nazioni Unite, secondo cui l’allevamento del bestiame rappresenta il 14,5% delle emissioni prodotte dall’uomo”.

Il provvedimento, che entrerà in vigore dal 2024, data in cui scadranno le licenze pubblicitarie concesse alle aziende produttrici, è stato proposto da Ziggy Klazes, consigliera del partito ambientalista “GroenLinks”, che auspica di trasformare Haarlem in un esempio per tutto il resto dei Paesi Bassi, e poi magari dell’Europa intera.

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