Secondo calcoli abbastanza recenti, ogni anno il pianeta su cui viviamo fa fuori 25mila tonnellate di gomme da masticare. Il «chewing gum», nato in America nel 1920 e da lì partito alla conquista dei marciapiedi di tutto il mondo, dove finisce il breve arco della propria vita diventando un problema di altri. Problema anche piuttosto costoso per le amministrazioni, che combattono come possono l’abitudine di sputarli dove capita, perché tanto chissenefrega. Milano spende 70mila euro all’anno per raschiarli via dal sagrato di piazza del Duomo, sulle ramblas di Barcellona dei cartelli ammoniscono di multe salatissime per chi è beccato a liberarsi del “cicles”.
 
Anche Amsterdam ha il suo bel da fare a ripulire ogni anno i marciapiedi dal milione e mezzo di gomme da masticare lasciate per strada, ma una speranza in più sembra averla. Si chiamano “Gumshoe”: le prime sneaker al mondo realizzate con gomme da chewing gum riciclati. Un’idea che nasco da una collaborazione fra il marchio di abbigliamento “Explicit Wear” e la “Gundrop”, azienda specializzata nel togliere ogni traccia delle gomme da masticare, immediatamente sposata da “IAmsterdam”, ente di promozione turistica della capitale olandese.
 
La gomma da masticare, trattata e convertita, è presente al 20%, ma è comunque un successo che apre nuovi scenari ad una piaga sottovalutata di cui quasi nessuno parla, ma che ammorba le città di tutto il mondo. «Le gomme sono fatte di un materiale sintetico, riutilizzabile nel campo dell’abbigliamento, che abbiamo battezzato Gum-Tec». Due per adesso le varianti disponibili delle Gunshoe, la prima rosa (tinta principe dei chewing gum), la seconda nera: ambedue saranno disponibili prima dell’estate a 200 euro circa. (Germano Longo)

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