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Anita Le Brun ha 82 anni, cinque nipoti e un'idea chiarissima su come debba svolgersi un aperitivo in famiglia: con un bicchiere di vino bianco in mano e possibilmente non da soli in camera.

Quando l'anno scorso si è trasferita nella residenza assistita “Amira Choice Champlin”, in Minnesota, ha scoperto che la struttura non poteva servire alcolici agli ospiti perché priva delle licenze statali necessarie. Anziché rassegnarsi al tè alle cinque, ha deciso di cambiare la legge.

La campagna di Le Brun non è rimasta confinata tra i corridoi della casa di riposo. La donna si è presentata due volte davanti all'assemblea legislativa del Minnesota, portando avanti l'idea che vivere in una struttura assistita non debba comportare la rinuncia automatica alle proprie abitudini. Il messaggio è arrivato a destinazione: il governatore dem Tim Walz si è recato di persona nella residenza per firmare il provvedimento, ormai conosciuto localmente come la legge dell'Happy Hour dei nonni.

Il testo, entrato in vigore questo mese, permette alle case di riposo e alle strutture di residenza assistita dello Stato di offrire alcolici a residenti e ospiti in occasione di eventi speciali, senza dover richiedere una licenza commerciale. L'unico obbligo rimasto è una comunicazione preventiva alle autorità.

Durante la cerimonia di firma, Walz ha sottolineato come invecchiare non debba tradursi nella perdita delle tradizioni e delle libertà coltivate per una vita intera, e ha spiegato che la norma serve soprattutto a liberare le strutture da pratiche amministrative inutili, lasciando più spazio a compleanni, anniversari e momenti di convivialità.

Le Brun, dal canto suo, ha raccontato più volte quanto quei momenti abbiano un valore che va oltre il bicchiere: davanti a un drink in compagnia si ricordano il servizio militare, la crescita dei figli, gli amici perduti e le fasi più belle di una vita intera.

Da ambasciatrice di se stessa a portavoce ufficiale della causa, Le Brun è diventata rapidamente un piccolo fenomeno all'interno della sua comunità. La casa di riposo ha celebrato il traguardo con un post di ringraziamento sui social, definendola con orgoglio la rappresentante dei residenti per la battaglia sull'Happy Hour.

Il mese scorso una vicenda simile aveva coinvolto Lillian Droniak, 96 anni e oltre 15 milioni di follower su TikTok, a cui la struttura in cui vive, nel Connecticut, aveva intimato di smettere di organizzare feste e servire alcolici agli altri ospiti nella propria stanza.