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Ferragosto porta con sé un rito prevedibile quanto la sabbia nel costume: il messaggio dell'ex che, dopo settimane di silenzio, ricompare sul telefono proprio mentre le vacanze volgono al termine.

Sui social il fenomeno ha già un nome, “August Theory”, e come ogni teoria simile non si basa su alcuna base scientifica ma vanta un numero sufficiente di casi da sembrare una legge di natura.

L'idea ricalca quella della sua sorella minore, la “june theory”, secondo cui giugno sarebbe il mese ideale per nuovi incontri, complice l'euforia da inizio estate. Agosto lavora però in direzione opposta: è il mese in cui tutto ciò che era rimasto sospeso durante i mesi più leggeri viene costretto a una resa dei conti e la relazione nata a giugno tra un aperitivo e l'altro smette di essere solo intrattenimento e diventa oggetto di un bilancio. In vacanza si tende a staccare la spina, non certo a fare l'inventario dei propri sentimenti, ed è quando le valigie tornano in cantina che si comincia a fare chiarezza.

La fine dell'estate porta con sé anche una malinconia piuttosto puntuale, ed è lì che entra in scena il ritorno dell'ex. Il messaggio che non è mai arrivato durante l'estate si materializza proprio quando l'autunno bussa alle porte, spesso in coincidenza con la fine di quella misteriosa pausa di riflessione che tante coppie si concedono senza mai definirne davvero i contorni.

L'ansia da rientro spinge verso ciò che è familiaren e chi rappresenta un porto sicuro dopo mesi di frequentazioni più leggere e meno impegnative. Con il ritorno del lavoro e della routine, l'entusiasmo per la novità lascia spazio alla ricerca di certezze. In alcuni casi, va detto, il flirt estivo supera la prova d'agosto e si trasforma in qualcosa di più solido: non tutte le storie nate sotto l'ombrellone sono destinate a chiudersi con l'abbronzatura.

Resta però da capire quanto ci sia di reale dietro questa cornice così ordinata. Il ritorno di un ex non segue davvero un calendario stagionale, ma diversi fattori concorrono a renderlo più frequente proprio in questo periodo. Uno di questi riguarda il modo in cui si trascorre l'estate: spesso non per soddisfare bisogni propri, ma per rispondere ad aspettative altrui, quella pressione amplificata dai social network che trasforma ogni vacanza in una vetrina di momenti perfetti, luoghi perfetti e partner altrettanto perfetti.

Secondo gli esperti, l'idea che il tempo libero vada sfruttato al massimo per divertirsi e staccare del tutto dalla produttività è in realtà un condizionamento sociale, non una regola valida per tutti.

Divertirsi in estate non è un obbligo, così come non lo è passarla in coppia. Quello che sembra vero, però, è che la fine della stagione calda crea uno stato d'animo particolare, capace di rendere più probabile un contatto con qualcuno del passato, magari con un messaggio di cui ci si pentirà nel giro di ventiquattr'ore. Ma quella, come si dice, è un'altra storia, e probabilmente si racconterà in autunno.