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Lo scorso anno sono spariti 24 milioni di bagagli in tutto il mondo, tra valigie danneggiate, consegnate in ritardo o perse per sempre: un errore ogni 204 passeggeri che costa al settore aereo 6,3 miliardi di dollari, erodendo il 15% dei profitti. L'Europa resta il fanalino di coda, mentre Medio Oriente e Asia-Pacifico, forti di scali più moderni e intelligenza artificiale, dimostrano che il problema non è impossibile da risolvere.

Chi ha passato almeno un quarto d'ora a fissare un nastro trasportatore che gira ostinatamente vuoto sa di cosa si tratta. È statistica pura, misurata con precisione ogni anno dal report Baggage IT Insights di Sita, la società che fornisce i servizi di telecomunicazione al trasporto aereo: ogni giorno circa 2.500 trolley non tornano più a casa, mentre altri 63.000 tra borse e sacche arrivano ai legittimi proprietari malconce o con settimane di ritardo.

Il conteggio riguarda esclusivamente i bagagli imbarcati in stiva, quelli affidati ai banchi del check-in e non più rivisti fino all'uscita del volo, ma va detto con altrettanta onestà che le cose stanno lentamente migliorando. I 6,3 miliardi di dollari che il malfunzionamento del sistema bagagli scarica sui conti dell'industria aerospaziale rappresentano un netto passo avanti rispetto ai 7,9 miliardi dell'anno precedente.

Allargando lo sguardo agli ultimi vent'anni, il progresso è ancora più evidente: si è passati dai 18,9 bagagli smarriti ogni 1.000 passeggeri del 2007 agli attuali 4,9, un dimezzamento abbondante che pesa doppio se si considera che nel frattempo il numero di viaggiatori è raddoppiato.

Il totale complessivo delle valigie perse è sceso da 30 a 24 milioni rispetto al 2024, il dato più basso mai registrato se si esclude la parentesi della pandemiaa, quando semplicemente in pochi volavano.

Resta però il peso dei 6,3 miliardi di dollari, non proprio spiccioli, nemmeno per un settore che ha chiuso il 2025 con un profitto netto superiore ai 40 miliardi. Le compagnie aeree lo sanno bene, tanto che considerano la cattiva gestione dei bagagli responsabile di circa il 15% dei propri utili mancati, e si stanno organizzando di conseguenza.

A mettere la questione in prospettiva è David Lavorel, amministratore delegato di Sita, che ha ricordato come il margine netto per passeggero si fermi oggi a 8 dollari: una valigia smarrita, dunque, brucia i ricavi di oltre 30 biglietti venduti, e bastano cinque bagagli persi per azzerare l'intero guadagno generato da un volo. Un'aritmetica spietata, che spiega bene perché il tema non sia più solo un fastidio per i passeggeri ma un problema di bilancio.

Il report entra anche nel dettaglio dei costi, e qui la contabilità si fa curiosa: una valigia gestita male costa in media 260 dollari alla compagnia aerea, e se il problema è il ritardo, la cifra scende leggermente a 245 dollari, mentre un bagaglio danneggiato sale a 255. Il vero salasso arriva quando la valigia sparisce del tutto: in quel caso l'esborso medio raggiunge i 635 dollari, tra rimborsi che si attestano sui 420 dollari e le altre voci di gestione del disagio.

La causa principale del problema non è la valigia che finisce sull'aereo sbagliato per un errore umano, ma qualcosa di più banale: i mancati trasferimenti tra un volo e l'altro, responsabili di 18,2 milioni di casi, il 75% del totale, e del 70% della spesa complessiva. Gli errori di biglietteria pesano per il 18%, i mancati caricamenti nei software di gestione per il 16%.

Sul fronte geografico, la classifica non lusinga il Vecchio Continente: l'Europa, insieme al Nord America, si conferma l'area dove il problema è più diffuso, con gli aeroporti europei che l'anno scorso hanno perso di vista quasi 12 milioni di bagagli. Vanno decisamente meglio Medio Oriente e area Asia-Pacifico, favoriti da scali di più recente costruzione e da una gestione informatica più efficiente.

La differenza, secondo il report, si gioca sempre di più sulla tecnologia: l'intelligenza artificiale viene utilizzata in numero crescente di aeroporti per tracciare i bagagli, monitorare i cambi di gate in tempo reale, ottimizzare il flusso sui nastri trasportatori e segnalare anomalie prima che diventino un caso da denuncia.