Galleria fotografica

La chiamavano Bin Laden, perché come il terrorista più ricercato del mondo non si trovava mai. O meglio, nei mercati illegali circolava liberamente, ma nei circuiti bancari era quasi introvabile.

La banconota da 500 euro, quella viola, 160 mm per 82, il pezzo di cartamoneta dal valore più alto in tutta l’Eurozona, aveva costruito negli anni una doppia vita che la Banca Centrale Europea ha deciso di bloccare.

La decisione formale risale al Consiglio direttivo del maggio 2016, la produzione si è fermata nel 2019, ma è solo in questi giorni che il capitolo si chiude definitivamente: la nuova tornata di banconote europee, la cosiddetta “serie tre”, farà a meno del taglio da 500.

A più di vent’anni dalla sua introduzione, il primo gennaio del 2002, quando insieme a tutte le altre banconote in euro sostituì le valute nazionali in dodici Paesi, la viola va in archivio. Il problema non era il design, né la contraffazione, semmai il contrario: tra tutti i tagli in circolazione, il 500 era uno dei meno falsificati in assoluto.

Secondo i dati BCE del secondo semestre 2019, le banconote contraffatte da 500 euro ritirate dalla circolazione erano 4.312, pari all'1,4% del totale delle falsificazioni. I falsari preferivano i tagli più comuni, più facili da spacciare senza destare sospetti.

Il guaio del 500 era la sua proporzione tra valore e ingombro fisico: nessun'altra banconota al mondo, eccetto la banconota da 1.000 franchi svizzeri, permetteva di spostare così tanto denaro in così poco spazio. Con un milione di euro in banconote da 500 si riempiva una busta da lettera, mentre con le banconote da 50 ci voleva una valigia. Per il traffico internazionale di capitali illeciti, per il riciclaggio, per il finanziamento del terrorismo, il dettaglio faceva la differenza, e le organizzazioni criminali avevano adottato il taglio da 500 come standard.

Nel luglio del 2023 erano ancora in circolazione circa 281 milioni di pezzi, in calo rispetto ai 614 milioni del 2015, ma ancora abbastanza da rappresentare una quantità difficile da ignorare. In termini di valore, quel singolo taglio pesava per il 30% di tutti gli euro in circolazione nel mondo, pur costituendo appena lo 0,9% del numero totale di banconote.

Vale la pena ricordare che il 500 euro, al momento dell’introduzione, equivaleva a circa 600 dollari americani, 400 sterline britanniche o 500 franchi svizzeri. Sei volte il valore del biglietto da 100 dollari americani, che era e resta la banconota più diffusa al mondo.

La BCE da anni lavora a un redesign complessivo della cartamoneta europea, e le nuove banconote ruoteranno attorno a due temi: “Cultura europea” e “Fiumi e uccelli”. Entro la fine di aprile i designer selezionati dalla BCE devono consegnare le proposte grafiche, e a giugno una giuria indipendente sceglierà dieci proposte finaliste, dopodiché la decisione definitiva sul design spetterà al Consiglio direttivo BCE prima di dicembre, dopo una consultazione pubblica.

Nella nuova serie saranno privilegiati i tagli da 20, 50 e 100 euro, rafforzati con tecnologie anticontraffazione più avanzate e pensati per essere più facilmente tracciabili.

La banconota da 200 euro per ora resta in circolazione, anche se le voci su un suo possibile ridimensionamento futuro non mancano: la BCE sembra muoversi verso tagli che nella vita quotidiana si usano davvero, allontanandosi dai pezzi grandi che finiscono più spesso nei cassetti dei collezionisti o nei circuiti del crimine.

Chi ha ancora qualche banconota viola nascosta in un cassetto non deve preoccuparsi. Il ritiro dalla produzione non comporta alcuna perdita di valore: il 500 euro si può ancora spendere normalmente o depositare in banca. Gli istituti di credito provvedono poi a trasmetterlo alle banche centrali, che lo convertono in tagli più piccoli. La banconota resterà valida a tempo indeterminato, senza scadenze annunciate.