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Dopo ventiquattro anni, la Banca Centrale Europea ha affidato a Christine Lagarde il compito di presentare dieci bozzetti finalisti per la nuova serie di banconote in euro, la prima riprogettazione integrale dall'introduzione della moneta unica nel 2002, facendo una cosa che nessun'altra istituzione europea aveva mai osato: chiedere ai cittadini cosa ne pensano.

Il sondaggio resterà aperto fino al 21 settembre prossimo, chiunque può votare, e per una volta il risultato non dipenderà da un negoziato notturno tra ventisette capi di Stato.

Il percorso che ha portato ai dieci disegni è stato tutt'altro che improvvisato: più di 1.200 designer da tutta l'Unione hanno partecipato alla selezione iniziale, 25 sono stati invitati a sviluppare un progetto completo e una giuria di 21 esperti, un mix insolito di grafici, storici, comunicatori e neuroscienziati, ha ridotto tutto a due filosofie alternative: "Cultura europea" e "Fiumi e uccelli".

La prima serie punta sui volti: sul taglio da 5 euro comparirebbe Maria Callas, con gli artisti di strada sul retro a fare da contrappunto pop. I 10 euro andrebbero a Beethoven, accompagnato da un festival musicale con un coro di giovani, mentre i 20 sarebbero dedicati a Marie Curie, in un contesto scolastico e di ricerca.

Sui 50 euro troverebbe posto Miguel de Cervantes, con una biblioteca pubblica alle spalle, e sui 100 nientemeno che Leonardo da Vinci, ritratto dentro un museo affollato di adulti e bambini. Chiude la serie il taglio da 200 euro, riservato a Bertha von Suttner, prima donna a vincere il Nobel per la Pace, in una piazza pensata come luogo d'incontro.

L'altra proposta finalista rinuncia del tutto ai volti umani e sceglie la geografia. Ogni banconota seguirebbe una tappa del viaggio di un fiume europeo, dalla sorgente alla foce, abbinata a una specie di uccello caratteristica di quel tratto, dal martin pescatore alla cicogna.

Sul retro, al posto di piazze e biblioteche, le sedi delle istituzioni comunitarie: Parlamento europeo, Commissione, la stessa BCE, Corte di giustizia, Consiglio europeo e Corte dei conti. È la versione naturalistica della stessa idea: raccontare l'Europa non attraverso i suoi geni, ma attraverso il paesaggio che li ha prodotti.

Dietro l'estetica, però, ci sono anche ragioni molto meno romantiche. Le nuove banconote avranno sistemi antifalsificazione più avanzati, saranno più facili da verificare e più accessibili per chi ha problemi di vista, e dovrebbero durare più a lungo grazie a materiali più sostenibili, il che significa meno banconote da ristampare e meno impatto ambientale.

Le banconote attualmente in circolazione sono state disegnate nel 1996, sei anni prima che l'euro diventasse moneta reale, e mostrano dettagli architettonici e ponti generici, inventati apposta per non dover scegliere un monumento nazionale a scapito di un altro.

Nel 2013 era arrivato un primo ritocco, la cosiddetta serie Europa, che aveva lasciato invariati i disegni originali aggiungendo però in filigrana e nella striscia argentata il ritratto della principessa Europa, ripreso da un vaso conservato al Louvre.

Il concetto dei nuovi bozzetti richiama il motto ufficiale dell'Unione, "Unita nella diversità": i ritratti disegnati a mano compaiono su uno sfondo a collage, costruito con forme e trame diverse che si fondono in un disegno unico, una specie di mosaico grafico pensato per rappresentare ventisette culture che condividono la stessa valuta senza per questo somigliarsi troppo.

La scelta definitiva arriverà entro la fine del 2026, sulla base del voto della giuria, di un'analisi tecnica e dei risultati di due sondaggi paralleli, quello aperto a tutti i cittadini e quello condotto su un campione rappresentativo dell'area euro.

Da lì, però, servirà ancora tempo prima che le nuove banconote entrino davvero in circolazione: la serie dovrà affrontare ulteriori sviluppi e test, e nel frattempo le banconote attuali continueranno a essere valide, circolando al fianco di quelle nuove.


(Immagini: BCE)