Va bene, facendo i bravi quando era necessario ci siamo conquistati il piacere di poter andare al mare, anche se costretti a fare i conti con il distanziamento sociale, le mascherine eccetera. Ma bisogna essere sinceri: in spiaggia non si può restare sotto l’ombrellone a contare i granelli di sabbia o ad ascoltare le storie dei vicini di ombrellone.

Nell’estate del Covid-19, che ricorderemo per un pezzo, c’è un’idea per nulla nuova che sta diventando uno dei trend della stagione. Si chiama Teqball ed è un mix di calcio e ping-pong nato un paio d’anni fa in Ungheria che sembra fatto apposta per rappresentare un autentico 3x1 estivo: stare distanti, divertirsi e soprattutto usare un pallone, compagno di giochi immancabile da quando la parola mare fa rima con vacanza.

Il Teqball, che ha già conquistato la Riviera Romagnola e inizia a guadagnare terreno nel resto degli arenili italiani, è la mania del momento: sfide fra bagni, tornei in singolo o in doppio e testimonial d’eccezione che sempre di più si aggiungono alle file di chi trova il Teqball l’idea del secolo: Beckham, Ronaldinho, Zaniolo, Icardi e Douglas Costa, in ordine sparso, sono stati avvistati mentre si cimentavano nel calcio da tavolo su qualche spiaggia di grido. I pareri, tutti entusiasti, poiché il Teqball costringe ad uno sforzo tecnico ma senza il dispendio fisico di una partita di calcio o calcetto.

In fondo, tavolo ricurvo a parte, le regole sono semplicissime: si può giocare con qualsiasi tipo di pallone, in coppia o in singolare, e vince chi arriva prima a 12 o conquista 2 set su 3 da 21 punti ciascuno. Per ogni servizio, come nel tennis, sono permessi due tentativi, e ogni quattro punti serviti è obbligatorio il cambio servizio. I giocatori non possono toccare la palla due volte di seguito e dopo un massimo di 3 tocchi il pallone dev’essere rimandato nel campo avversario (su cui è obbligatorio il rimbalzo), con qualsiasi parte del corpo eccetto braccia e mani.

Si stima che i “teqers” siano ormai oltre 2.000 in più di 100 Paesi del mondo: nel giro di poco meno di due anni sono state costituite 55 federazioni e formati 250 arbitri per i tre campionati del mondo organizzati finora (2017, 2018, 2019).

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