Nel 2025 la Biennale di Venezia ha compiuto sessant'anni, e per il suo 61esimo capitolo, tra i padiglioni nazionali, le installazioni site-specific e la consueta folla di addetti ai lavori, si è inserito un progetto che ha la pretesa per nulla modesta di spiegare la meccanica quantistica attraverso l'arte contemporanea.
“OGR Torino” e “SMAC Venice” hanno presentato in laguna “The Quantum Effect”, una pubblicazione che non vuol essere essere un catalogo. Il volume, curato da Daniel Birnbaum e Jacqui Davies, è ispirato al monolite nero di 2001: Odissea nello spazio, e come il leggendario oggetto voluto da Stanley Kubrick, il libro punta a disorientare prima che a spiegare.
Accompagna il lettore attraverso universi paralleli e materia oscura mettendo in relazione opere d'arte, film ed esperimenti scientifici con le teorie che, dal 1927 in poi, hanno reso la realtà molto meno affidabile di quanto sperassimo.
A rendere il tutto ancora più rigoroso —ci sono le equazioni firmate dal Professor Ulf Danielsson, Segretario del Comitato Nobel per la Fisica.
Il progetto ha una struttura spalmata nel tempo e nello spazio: prima tappa a Venezia lo scorso anno, seconda alle OGR Torino a partire dal prossimo 31 ottobre 2026, in una configurazione site-specific pensata per quegli spazi enormi e carichi di storia industriale. Ex officine ferroviarie di fine Ottocento, oggi 35.000 mq nel cuore della città trasformati in uno degli hub culturali più seri d'Europa dalla “Fondazione CRT”.
La mostra torinese svilupperà il discorso avviato a Venezia, con opere di alcuni tra gli artisti più influenti della scena contemporanea intrecciate in un racconto che attraversa fantascienza e cultura pop per arrivare ai paradossi spaziali e temporali della teoria quantistica. Il tutto resterà aperto fino al 28 febbraio 2027.
“SMAC Venice”, aperto nel maggio dello scorso anno nelle “Procuratie” restaurate da David Chipperfield e OGR Torino dimostrano che i progetti culturali più interessanti nascono quando due istituzioni decidono di costruire qualcosa insieme invece di competere per lo stesso pubblico.
Il dialogo tra Torino e Venezia è un tentativo di tenere insieme arte, scienza e pensiero critico in un momento storico in cui le tre cose faticano spesso a parlarsi.













