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Stilare la classifica definitiva di un genere accontenta sempre e solo chi la scrive. “Billboard”, settimanale statunitense dedicato alla musica che di classifiche discutibili se ne intende da un secolo, ci ha comunque provato, mettendo in fila i 100 migliori brani dance di sempre. Il risultato non contempla un solo brano italiano nella top ten, un dettaglio che difficilmente passerà inosservato tra chi considera la disco music quantomeno una coproduzione italo-americana.

Nell'introduzione alla lista, la rivista prova a giustificare l'impresa spiegando che l'etichetta dance evoca immediatamente club affollati e notti passate a ballare, ma che questa immagine, per quanto vera, risulta anche piuttosto riduttiva rispetto a una scena capace di raccogliere sotto lo stesso ombrello suoni, stili ed esperienze profondamente diversi tra loro.

Più che un genere, secondo Billboard, la dance sarebbe una vera e propria cultura, nata tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta grazie all'evoluzione della tecnologia musicale, capace di vivere insieme come rifugio underground e fenomeno mainstream, e di continuare a influenzare la musica popolare anche nei periodi in cui è sembrata allontanarsi dalle classifiche ufficiali.

Detto questo, la selezione finale racconta soprattutto una lunga stagione compresa tra la fine degli anni Settanta e i primi Duemila, con la top ten quasi interamente cristallizzata tra il 1977 e il 2000.

A chiudere la classifica dei migliori dieci brani, in decima posizione, c'è “Good Times” degli Chic, mentre poco più su, in nona, si trova la trascinante “Show Me Love” di Robin S, un brano del 1993 che negli anni ha conosciuto più remix e riedizioni di quante se ne possano contare a memoria. L'ottavo posto va invece a “Born Slippy” degli Underworld, uscita nel 1996 e diventata negli anni Novanta una sorta di inno generazionale delle piste da ballo europee.

Si torna indietro nel tempo con “Supernature” del produttore francese Cerrone, in settima posizione, mentre la sesta spetta a “Music Sounds Better With You” di Stardust, brano capace di riassumere in tre minuti l'intera filosofia della french touch di fine anni Novanta.

In quinta posizione la classifica compie il primo vero salto negli anni Ottanta con “Your Love” di Frankie Knuckles insieme a Jamie Principle, mentre in quarta si piazzano i Chemical Brothers con “Block Rockin' Beats” del 1997, preferita dalla giuria persino a un'altra loro traccia diventata leggendaria come “Hey Boy Hey Girl”.

Il podio si apre con “One More Time” dei Daft Punk, uscita nel 2000 e capace ancora oggi di riempire qualunque pista, seguita dalla seconda posizione di “Groove Is in the Heart” dei Deee-Lite, brano del 1990 che ha reso celebre in tutto il mondo il ritornello più contagioso dell'intero decennio. Sul gradino più alto, senza troppe sorprese per chi conosce la storia del genere, siede Donna Summer con “I Feel Love” del 1977, incoronata da Billboard come il brano dance più importante mai realizzato, un pezzo che con i suoi synth pulsanti ha di fatto anticipato di anni interi buona parte della musica elettronica che sarebbe arrivata dopo.

Resterebbe da capire perché nessuna produzione italiana meritava un posto tra le prime dieci, in un genere che tra i Settanta e i Novanta ha visto l'Italia protagonista assoluta tra disco, italo disco e house. La risposta, probabilmente, sta più nei criteri di una classifica scritta per un pubblico americano che nella reale qualità del genere.

LA CLASSIFICA

10. Chic – "Good Times" (1979)

9. Robin S – "Show Me Love" (1993)

8. Underworld – "Born Slippy (Nuxx)" (1996)

7. Cerrone – "Supernature" (1977)

6. Stardust – "Music Sounds Better With You" (1998)

5. Frankie Knuckles feat. Jamie Principle – "Your Love" (1986)

4. The Chemical Brothers – "Block Rockin’ Beats" (1997)

3. Daft Punk – "One More Time" (2000)

2. Deee-Lite – "Groove Is in the Heart" (1990)

1. Donna Summer – "I Feel Love" (1977)