Harry Gruyaert non fotografa soggetti ma temperature. Il belga che negli anni Settanta ha convinto “Magnum” a prendere sul serio il colore, quando la fotografia seria si faceva ancora in bianco e nero, lo spiega meglio di chiunque altro: il colore, dice, è un mezzo per scolpire ciò che vede, non uno strumento per illustrare una scena, ma un valore in sé, l'emozione stessa dell'immagine.
È con questa idea in testa che arriva a Torino per cinque giorni di lezioni dirette a un pubblico molto ristretto: al massimo 15 persone, dal 30 settembre al 4 ottobre, dentro “CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia”, in via delle Rosine.
La Masterclass si intitola “La Geometria del Colore” e nasce in coincidenza con la retrospettiva che il centro torinese dedica al fotografo belga fino al 4 ottobre, un percorso che ripercorre decenni di lavoro di uno degli autori che ha più contribuito a ridefinire il linguaggio della fotografia a colori.
Non è un workshop qualunque: Gruyaert concede raramente il proprio tempo alla didattica di alto livello, e la formula scelta da CAMERA punta proprio sulla scarsità come garanzia di qualità. Meno partecipanti, più confronto diretto, meno teoria da manuale.
Il programma alterna lezioni in aula, uscite fotografiche per la città e sessioni di editing in cui ciascun allievo porta il proprio lavoro sotto lo sguardo del maestro, sviluppando nell'arco dei cinque giorni un proprio progetto visivo.
Lo scopo è entrare nel metodo di un autore per cui il colore non descrive la realtà ma la ricostruisce: luce, forma e tonalità diventano gli strumenti con cui Gruyaert compone equilibrio e ritmo dentro l'inquadratura, non semplici note aggiunte a un soggetto già definito.
Il confronto è pensato come un dialogo continuo, la riflessione teorica e la pratica sul campo procedono insieme, e ogni progetto individuale viene discusso e rivisto più volte nel corso della settimana.
Un’altra avvertenza: questo non è un corso per chi comincia. CAMERA chiede una base tecnica già solida, attrezzatura fotografica propria, un portfolio da mettere sul tavolo fin dai primi giorni e un computer portatile per lavorare sulle immagini durante le sessioni di editing.
Le lezioni si tengono in inglese e la platea ideale, spiega CAMERA, è quella di fotografe e fotografi con un percorso già strutturato che cercano una svolta autoriale più che un aggiornamento tecnico.
Sul fronte economico, l'iscrizione costa 900 euro più IVA, che scendono a 850 per chi paga entro il 30 luglio. Viaggio, alloggio a Torino e pasti sono a carico dei partecipanti: un dettaglio che ridimensiona subito l'idea di un'occasione per tutti e la colloca nel campo degli investimenti mirati sulla propria formazione.
Le domande si chiudono il 10 settembre, tramite un modulo scaricabile dal sito di CAMERA da inviare via email, con pagamento a scelta tra bonifico, PayPal, Stripe o contanti direttamente al centro.
Il corso, però, parte solo al raggiungimento di almeno otto iscritti: sotto quella soglia, l'esperienza resta sulla carta.













