Quattromila fughe in tre mesi, e di queste, più della metà sono avvenute in Italia. Il paese con il maggior numero di amanti degli animali d’Europa è anche quello da cui scappano di più.
“Kippy”, azienda specializzata in localizzatori GPS per animali domestici, ha analizzato oltre 4.000 eventi di uscita dalla cosiddetta “zona sicura” registrati in tutta Europa tra marzo e maggio 2026. Quello che emerge non è esattamente il ritratto romantico dell’animale che segue il suo istinto verso la libertà, perché la fuga del pet è figlia della distrazione umana. Una ricerca, in altri termini, su quanto siamo disattenti.
Il primo dato è geografico e non fa particolarmente onore al nostro Paese: più del 50% degli smarrimenti europei avviene in Italia. La Francia segue con il 30, la Germania con l’8. Insieme, i due Paesi del Sud Europa rappresentano l’80% degli allarmi continentali.
Kippy attribuisce il fenomeno al clima mediterraneo e alla diffusione delle case con giardino: animali abituati a vivere all’aperto superano i confini tre volte più spesso di quelli d’appartamento, con una media di oltre otto allarmi contro meno di tre.
A livello nazionale, la mappa degli smarrimenti è quasi interamente nordista: il Veneto guida la classifica, seguito da Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Liguria. Il Sud, evidentemente, adotta strategie di contenimento.
La ricerca smonta alcuni dei luoghi comuni più consolidati sul tema: l’età dell’animale non incide sulla propensione alla fuga, e nemmeno il sesso. Quello che conta davvero, nei cani, è la taglia: gli esemplari oltre i 20 kg registrano una media di allarmi quattro volte superiore rispetto ai cani sotto i 5. Il Chihuahua è il custode più affidabile del perimetro domestico, il San Bernardo molto meno.
Sul fronte razze, la graduatoria non riserva grandi sorprese a chi conosce questi animali. In cima alla classifica dei più irrequieti siedono Border Collie, Jack Russell e Siberian Husky, cani da lavoro o da caccia con un bisogno di movimento che nessuna villetta con giardino riuscirà mai a soddisfare completamente.
Tra i gatti, il primato va al Siamese e al Maine Coon, descritti nella ricerca come “aristocratici con un’identità territoriale marcata”, modo elegante per dire che fanno quello che vogliono.
Il confronto tra le due specie riserva poi un dato che potrebbe alimentare decenni di discussioni tra proprietari: i cani scappano il 43% in più rispetto ai gatti. I gatti, però, quando spariscono tendono a farlo in modo molto più definitivo e senza lasciare tracce.
Il dato più controintuitivo riguarda gli orari. Si dice che gli animali scappino di notte, nel buio e nel caos del weekend, ma i numeri dicono l’opposto: solo il 7% degli allarmi scatta tra le ventidue e le sei di mattina. Il picco è alle otto del mattino, con una seconda ondata all’ora di pranzo. Il giorno più a rischio è il martedì.
La lettura che ne dà, è impeccabile nella sua logica: “La fuga è legata alla routine domestica, ai momenti in cui la vita familiare si mette in moto e la guardia si abbassa”, spiega Iacopo Buccarelli, Brand Reputation e PR Manager di Kippy. Tradotto: il cane non scappa perché ha un piano, lo fa perché noi stiamo guardando altrove.
Se nonostante tutto l’animale sparisce, le prime ore sono decisive e la gestione del panico è parte integrante del protocollo. La prima regola è anche la più difficile: non rincorrere l’animale urlando. L’istinto umano, in questi casi, produce esattamente l’effetto contrario a quello desiderato: il pet interpreta la corsa come un gioco o si spaventa ulteriormente e accelera.
Molto più efficace è tornare al punto dell’ultimo avvistamento e lasciare sul posto un capo di abbigliamento o un gioco familiare: un riferimento olfattivo che possa guidare l’animale se decidesse di invertire la rotta. Nel frattempo, è fondamentale allertare canili, gattili e veterinari della zona. Sul fronte tecnologico, Buccarelli indica un sistema a tre livelli: microchip obbligatorio per legge come riferimento anagrafico, medaglietta con QR code per permettere a chi trova l’animale di risalire subito al proprietario e GPS per intervenire prima che la fuga diventi smarrimento.












