Sono i “Cannabis drink”, la nuova mania che imperversa negli Stati Uniti, un fenomeno così in crescita da riuscire ad oscurare perfino la passione per il vino e quella per gli alcolici in generale, con i consumi che hanno fatto registrare un preoccupante -54%.
Il nuovo trend sono le bevande analcoliche a base di “THC”, acronimo del delta-9-tetraidrocannabinolo, composto psicoattivo della cannabis, la molecola idrosolubile che produce effetti psichedelici, analgesici e stimolanti. Un successo in crescita esponenziale che secondo la “White Economics”, una società di consulenza specializzata nel settore della cannabis e della canapa, potrebbe trascinare le vendite di succhi, tè e seltz al THC dagli 1,1 miliardi di dollari registrati lo scorso anno ai 5,6 previsti per il 2035.
Perfettamente legali in 44 Stati su 50, con 37 dove sono addirittura venduti liberamente senza alcun bisogno di prescrizioni, a dividersi l’invasione inarrestabile dei Cannabis Drink sono arrivati sul mercato decine di marchi che altre ad assicurare buone quantità di THC fanni leva sulla totale mancanza di alcol, calorie e zuccheri.
“C'è in atto una radicale sostituzione tra le bevande al THC e il vino, la birra e i distillati - confida Beau Whitney, capo economista di Whitney Economics - la notevole crescita e l'innovazione che si osserva nel settore delle bevande derivate dalla canapa sono un chiaro segno dell'entusiasmo dei consumatori e del successo imprenditoriale”.
La domanda, secondo alcune ricerche, cresce soprattutto fra le donne di età compresa fra 30 e 40 anni, che “Non vogliono troppe calorie, rifiutano l'alcol, evitano lo zucchero e soprattutto non sopportano i postumi della sbornia il mattino dopo: una serie di motivi per cui sempre di più stanno sostituendo il bicchiere di vino alla sera con questi drink”, aggiungono dalla White Economics.
Ma non è tutto rose e fuori, anzi. I medici statunitensi continuano a lanciare appelli sui possibili effetti collaterali che i drink alla cannabis possono causare a cuore, mente e polmoni, per nulla tenuti in considerazione. Eppure, fra i bevitori abituali di cannabis drink non sono rari episodi di paranoia, ansia, tachicardia e psicosi, a cui aggiungere problemi di memoria e concentrazione. E peggio ancora, quando questo tipo di bevande sono assunte da giovanissimi, il rischio di creare una dipendenza si aggiunge a conseguenze pesanti come il calo dell’attenzione e le difficoltà di concentrazione.











