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Nel 1926 un italiano su quattro non sapeva leggere, eppure il paese riusciva a spedire 2 miliardi di lettere e cartoline all'anno. Questo dato, che l'Istat ha tirato fuori dalla sua ricostruzione storica sui trasporti e le comunicazioni, racconta l’importanza dei rapporti degli italiani, una necessità che supera gli strumenti disponibili. Il problema semmai è che gli strumenti cambiano in fretta, e ogni volta muta anche il ritmo e l'attesa.

La cartolina aveva una sua liturgia che partiva dall’espositore girevole scegliendo la veduta meno brutta, per poi scrivere (poco) perché lo spazio finiva subito, quindi ricordarsi l'indirizzo, comprare il francobollo e imbucare.

Una fatica ridicola, vista oggi, soprattutto perché la cartolina arrivava spesso quando chi l'aveva spedita era già tornato a casa con la valigia disfatta e l'abbronzatura sbiadita.

Nel 1989, il volume di corrispondenza postale tocca il picco con 8,6 miliardi di missive. Poi la discesa, rapida e senza rimpianti fino ai livelli di un secolo fa, con i volumi tenuti su quasi soltanto da bollette, estratti conto e promozioni che nessuno legge.

Il cambiamento però era iniziato molto prima degli smartphone: il telefono fisso, che nel 1960 aveva meno di sei abbonati ogni 100 italiani, è entrato nelle case con il boom economico per raggiungere nel 2001 quota 47,7 abbonamenti ogni cento persone. Poi è arrivato il cellulare a spazzare tutto via con rapidità brutale: tra il 1997 e il 2007 gli abbonamenti alla rete mobile passano da poco più di 20 a 152 ogni cento abitanti.

Oggi lo stesso impulso a comunicare che nel 1926 finiva in una busta viaggia su infrastrutture che rendono la cartolina un reperto preistorico: tra il 2019 e il 2024 il traffico dati medio giornaliero sulla rete fissa è più che raddoppiato, passando da 70 a oltre 170 petabyte, mentre sulla rulla rete mobile è quadruplicato, da 12 a 48 petabyte.

Un petabyte è un milione di gigabyte, dettaglio che rende questi numeri incomprensibili senza un appiglio pratico: ogni linea fissa genera mediamente 9,5 gigabyte di traffico al giorno, ogni linea mobile quasi 0,9. Dentro ci sono le serie tv, le riunioni, i messaggi vocali e i backup automatici di fotografie.

L'Italia usa tantissimo internet da mobile, molto più degli altri grandi paesi europei: il consumo giornaliero per linea mobile è quasi il doppio della Francia, più del doppio della Spagna e tre volte quello della Germania. La spiegazione è in parte che gli abbonamenti in banda larga fissa con almeno 30 megabit al secondo sono circa 29 ogni 100 abitanti, contro 38-39 dei principali vicini e in parte semplicemente culturale: dove la fibra non arriva si rimedia con il 4G.

Ma c'è anche un dettaglio in più: l’arrivo delle Sim Machine-to-Machine, quelle che non stanno nel telefono di nessuno ma dentro macchinari, auto e impianti industriali, nel 2010 erano sette ogni cento italiani. Nel 2024 sono diventate cinquantadue, mentre in Germania erano ottantotto.

La cosa più curiosa è che la carta si vedeva, occupava spazio, pesava, ingialliva e finiva in un cassetto tra le garanzie scadute e i biglietti di compleanno. Il petabyte al contrario sparisce appena si chiude lo schermo, eppure è sempre acceso su qualche server.

Siamo probabilmente l'ultima generazione ad aver spedito una cartolina, e la prima ad essersene dimenticata mentre lo faceva.