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Dal 30 maggio al 1° giugno, negli spazi della Certosa Reale di Collegno, il festival Torino Comics affianca alle consuete tavole e cosplay una sezione che risponde al nome di Eros ed Ethos, un contenitore dedicato a sessualità, identità, libertà espressiva e diritti. Il tutto, naturalmente, a fumetti. Trent'anni di storia alle spalle, e la scelta di celebrarli aprendo porte che il mainstream culturale italiano tiene ancora socchiuse racconta il tipo di festival che Torino Comics ha deciso di essere.

Nel Chiostro maggiore della Certosa si potranno incontrare nomi storici del fumetto erotico e underground italiano accanto a creator, attivisti e associazioni che lavorano su corpi, desideri e identità.

Tra le mostre in programma spicca “Sensuability: ti ha detto niente la mamma?”, parte di un progetto ideato nel 2016 da Armanda Salvucci con l’obiettivo di demolire gli stereotipi su sessualità e disabilità. Non pietistici e neanche eroici partendo dall'ironia, dal desiderio e dalla sensualità come patrimonio di tutti.

Otto edizioni di concorso di fumetti e illustrazioni, artisti che hanno reimmaginato cinema, musica, letteratura e pubblicità con persone con disabilità finalmente presenti.

La mostra allestita a Torino Comics raccoglie una selezione di queste opere, attraversando i linguaggi in cui la disabilità è stata storicamente assente o ridotta a simbolo. E il fatto che nel 2026 una simile operazione sembri ancora necessaria la dice lunga.

Il momento più politicamente pungente arriva con la collaborazione alla campagna “Stop Tassa Etica”, promossa dai Radicali Italiani con Valentina Nappi e Luiza Munteanu in qualità di ambassador. L'obiettivo è abolire l'addizionale del 25% applicata ai redditi da produzione e distribuzione di contenuti pornografici, una misura che i promotori definiscono discriminatoria, e che ha il difetto di usare il codice fiscale come strumento di giudizio morale.

L'idea che lo Stato possa decidere quali categorie di lavoratori meritino un'aliquota punitiva aggiuntiva in base al contenuto della loro produzione creativa è una questione aperta. A voler essere precisi, è una questione che chiama in causa la laicità, l'uguaglianza fiscale e la libertà d'espressione contemporaneamente — il che spiega perché i Radicali abbiano scelto proprio Torino Comics per portarla in piazza.

Sabato 30 maggio alle 16, il panel “Cattivi soggetti. Il lato oscuro della creatività italiana” metterà attorno allo stesso tavolo Nappi, Luizaconlaz, Debora Striani dei Radicali e il fumettista Baldazzini, per parlare di creatività, moralità e fiscalità in Italia. Il giorno dopo, domenica 31 alle 14, tocca a “Vietato agli adulti”, interamente dedicato ad algoritmi, age verification e censura digitale: chi decide cosa è adatto agli adulti, con quali criteri, e perché quegli stessi adulti non vengono quasi mai coinvolti nella conversazione.

A seguire lo spettacolo “A mano libera” del duo comico iBarbari, che affronta con irriverenza le ipocrisie sessuali della società italiana.

A completare il quadro, la mostra “Venti di Pride” del Coordinamento Torino Pride: venti manifesti per venti edizioni, due decenni di lotte e visibilità LGBTQIA+ raccontati per immagini. Sabato 30 alle 15, il panel“Lotta manifesta” ragiona su quanto un fumetto o un manifesto possano diventare atti politici. Tra i relatori Olga Maira Zannoni, autrice del visual del Torino Pride 2026, Luca Minici, graphic designer, e Lola Airaghi, fumettista con un lungo curriculum di manifesti.

Trent'anni di Torino Comics, celebrati parlando di censura, tasse, corpi esclusi e desideri negati. Non male per una manifestazione nata intorno ai supereroi, gente che combatte indossando un mantello e che a Collegno ha scelto di fare a meno perfino del costume.