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Quest'estate gli italiani partiranno di più, ma con il contagocce. Confturismo-Confcommercio, insieme a SWG, ha messo in fila i numeri di una stagione che promette circa tre milioni di partenze in più rispetto al 2025, un dato che farebbe pensare a un Paese in vena di spensieratezza. Ma la realtà, come spesso accade con le statistiche, è molto più sfumata: non è che gli italiani si concedaano più vacanza, semplicemente hanno imparato a spezzettarla, come una tavoletta di cioccolato che si vuole far durare tutto il mese.

Il 58% dei nostri connazionali ha pianificato più periodi di riposo distinti, mentre solo un quarto si accontenterà di un'unica pausa, quasi sempre breve. Resta poi un 17% che le vacanze quest'anno le guarderà passare dal balcone, senza mettere piede fuori casa.

A trainare la stagione è il trionfo della microvacanza, la sorellina agile e nervosa della classica settimana al mare. Il 69% degli italiani si concederà uno o più soggiorni brevi, superando nettamente chi opterà per la vacanza tradizionale di almeno sette giorni, ferma al 52%.

Il weekend lungo, la fuga last minute, la gita mordi e fuggi sono diventate la nuova unità di misura del relax, più compatibili con conti correnti prudenti e agende compresse. Agosto resta comunque il mese sacro per eccellenza, scelto dal 43% dei vacanzieri, seguito da settembre con il 22, ormai promosso da ripiego a vera alternativa. E per un quarto degli italiani, il 26%, ad agosto si aggiungerà anche una vacanza lunga.

Sul fronte delle destinazioni, l'instabilità internazionale ha fatto quello che decenni di campagne per il turismo di prossimità non erano quasi mai riusciti a ottenere: convincere gli italiani a restare in Italia. La quota di chi trascorrerà le ferie all'estero scende dal 44 al 37%, un calo netto che diventa una vera e propria fuga dalle mete extraeuropee, il cui numero di viaggiatori si è più che dimezzato rispetto allo scorso anno, con una flessione che tocca il 67% quando si parla di semplici break brevi.

La spesa media prevista per le vacanze estive si attesta a 1.165 euro a persona, una cifra che gli italiani preferiscono spalmare su più occasioni piuttosto che bruciare tutta in un colpo solo. Si continua a viaggiare, ma con l'attenzione al portafoglio di chi fa la spesa al supermercato guardando le offerte. Non stupisce che ad agosto il 31% degli italiani opterà per la seconda casa o per l'ospitalità di amici e parenti, soluzioni che permettono di godersi il mare senza dover fare i conti con le tariffe alberghiere in piena stagione.

C'è poi un capitolo meno leggero della vicenda, quello di chi le vacanze proprio non se le può permettere. Il 10% degli italiani non riuscirà a staccare nemmeno un giorno per motivi economici, una percentuale che sale drammaticamente al 31 tra le famiglie con un reddito annuo inferiore ai 18mila euro.

All'altro estremo della scala sociale, tra i nuclei familiari con un reddito superiore ai 54mila euro annui, più di sei su dieci si concederanno addirittura più periodi di vacanza, comprendendo almeno un soggiorno di una settimana o più.