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A Copenaghen il turista non paga per essere buono, ma viene pagato per esserlo. Dal 22 giugno scorso la piattaforma “CopenPay”, già sperimentata nel 2024 come progetto pilota, diventa permanente e attiva tutto l'anno: chi visita la capitale danese comportandosi bene riceve in cambio pasti, biglietti per musei, corsi di sauna e giri in kayak.

Un sistema che ribalta la logica con cui il resto d'Europa sta affrontando l'overtourism, come i ticket d'ingresso a Venezia e le restrizioni a Roma, Firenze, Tokyo e New York, puntando non sulla repressione.

Copenaghen parte da una posizione di vantaggio: prima nell'Happy City Index 2026 e prima nel Global Liveability Index 2025 dell'Economist Intelligence Unit. Una città che i turisti amano e che ha deciso di sfruttare l'affetto per trasformarli in volontari part-time.

Il meccanismo prevede di pedalare invece di guidare, arrivare in treno invece che in aereo, raccogliere rifiuti nei canali, riciclare vestiti usati o scegliere un pasto vegetale. In cambio arrivano ricompense concrete, un pasto, l'ingresso a un concerto, sconti su eventi culturali, il noleggio gratuito di una bicicletta.

Novanta partner aderiscono all'iniziativa, tra cui il Museo Nazionale, la Galleria Nazionale di Danimarca, GoBoat, Copenhill e l'app di bike sharing Donkey Republic.

La Galleria Nazionale organizza laboratori che trasformano la plastica raccolta in opere d'arte, mentre la Copenhagen Surf School offre un pranzo gratuito a chi dedica trenta minuti alla pulizia della spiaggia dopo la lezione di surf.

A Øens Have, fattoria biologica e ristorante a Refshaleøen, basta dare una mano a diserbare il giardino per guadagnarsi un caffè o un tè.

Per chi arriva in barca c'è un'altra variante dello stesso baratto: un'ora di navigazione o di kayak gratuita con GoBoat o Green Kayak in cambio della raccolta di rifiuti durante il tragitto. Il fondatore di GreenKayak racconta che molti turisti partono convinti che le acque di Copenaghen siano perfettamente pulite e finiscono per tirarne fuori circa 3 kg di spazzatura in due ore: un'illusione ecologica smontata sul campo.

Gli amanti della cultura possono spingersi fino a Elsinore, la città che fece da sfondo all'Amleto shakespeariano, e ottenere l'ingresso gratuito al castello di Kronborg. Chi preferisce il relax trova una lezione di yoga gratuita alle Torri del Crowne Plaza Copenhagen o un'ora di sauna e vasca fredda offerta da CopenHot. E per chi si accontenta di meno, alla birreria “Carlsberg” il marchio “Husbryggeriet Jacobsen” offre una degustazione gratuita per mostrare come le eccedenze alimentari diventino birra artigianale.

Chi arriva in treno con Deutsche Bahn o Snälltåget ottiene un noleggio gratuito di 45 minuti di biciclette tramite Donkey Republic, se il treno non è disponibile nella regione di partenza, resta l'opzione di dimostrare l'acquisto di carburante sostenibile.

La verifica della partecipazione non passa per controlli: basta mostrare una foto, un biglietto del treno o una ricevuta. È il cosiddetto sistema dell'onore, che riflette, dicono da Wonderful Copenhagen, l'ente turistico che gestisce l'iniziativa, la cultura danese della fiducia e dell'integrità.

I numeri raccontati dai promotori sono lusinghieri, anche se non sempre coerenti tra loro: secondo Wonderful Copenhagen il 2024 ha portato un aumento del 29% nei noleggi di biciclette legati al programma, mentre altre fonti citano un incremento del 59% tra i partecipanti diretti.

Nella fase pilota sono stati raccolti 1.200 kg di rifiuti dai canali della città, e secondo un'indagine dell'agenzia Maple, sette partecipanti su dieci dichiarano di aver cambiato abitudini una volta tornati a casa, prova che l'effetto CopenPay sopravvive al volo di ritorno.

Non è un caso isolato, nel 2020 le Hawaii avevano aperto la strada con “Mălama Hawai'i”, campagna ancora attiva che coinvolge oltre trenta organizzazioni comunitarie in cambio di sconti su attrazioni locali o notti gratuite in hotel. A Maui, raccogliere rifiuti in spiaggia può valere una quarta notte e la colazione per due all'Hana-Maui Resort.

Copenaghen, però, punta a fare da modello su scala più ampia, e promette di condividere i risultati del programma con altri paesi, nella speranza di trasformare il turismo di massa da problema a risorsa.