È inevitabile: il mondo guarda alla Cina. Sono loro ad aver affrontato per primi l’epidemia, loro ad aver sepolto migliaia di morti, loro ad aver insegnato che in 10 giorni si può costruire un ospedale dal nulla, e loro anche i primi a rialzare la testa dopo un lockdown infinito e penoso. Certo, i cinesi non sono immuni da critiche e sospetti sui reali numeri forniti fin dall’inizio, ma la verità che anche a Wuhan, la città epicentro, la vita lentamente sta riprendendo, malgrado tutto.

E ancora una volta, per tentare di scoprire come sarà anche il domani del resto del pianeta, il mondo intero osserva, annota e spera che presto tocchi anche a tutti tirare un bel sospiro di sollievo perché il peggio è passato. Uno dei più curiosi fenomeni “post pandemia”, che lascia ben sperare per le economie mondiali, è che dopo le tante privazioni, chi esce ha una voglia spasmodica di spendere, di regalarsi spensieratezza e non lesinare sulle spese che fino a poco tempo prima richiedevano qualche ragionamento in più. È lo stesso effetto post bellico, ricordano gli esperti, che aveva portato proprio l’Italia verso il celebre “boom economico”, quel periodo irripetibile in cui la “Lira” era vista con invidia come una delle valute più preziose.

Adattato ai tempi, il fenomeno è definito revenge spending, la spesa della vendetta, la voglia di dedicarsi capricci alla faccia del coronavirus che ha quasi azzerato la civiltà sul pianeta. In Cina, sempre loro, sono ormai tornate ad essere una normalità le lunghe file davanti alle vetrine di marchi di lusso della moda e delle gioiellerie: tutti in coda rispettando le distanze e ingressi contingentati con la mascherina d’ordinanza davanti alla bocca. Ma è comunque una conquista non da poco, sapendo che fino a pochi giorni fa era un piacere impensabile.

Fra gli altri, il China Daily ha dedicato una lunga inchiesta al fenomeno e all’umore post isolamento che si respira, pubblicando anche un sondaggio in cui gli intervistati hanno stilato la classifica dei piaceri da riconquistare dopo mesi in cui si è pensato soltanto alle scorte alimentari: fare shopping, andare al ristorante, viaggiare, organizzare una festa con gli amici.

È su questo effetto rimbalzo, secondo eMarketer, che si concentreranno le speranze di ripresa di settori attualmente in grave difficoltà per lo stop forzato di produzione, distribuzione e vendite. La società di strategie marketing China Skinny, molto nota in Oriente, prevede addirittura una ripresa definita “esplosiva” del turismo, del lusso e dell’entertainment. Ed è facile immaginare anche un aumento degli investimenti pubblicitari attraverso campagne che cavalchino il sentimento di rivincita con messaggi allegri e leggeri, ma anche dal valore sociale, di vicinanza e solidarietà, perché toccherà anche ad ognuno di noi il compito di salvare il Paese.

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