Ancora prima che il CIO decidesse di posticipare le Olimpiadi all’estate del prossimo anno (a Dio piacendo…), c’è chi aveva pensato che i celebri cinque cerchi, così vicini, in tempi di distanze da mantenere fossero ormai obsoleti. Il logo della bandiera olimpica, che rappresenta i cinque continenti, mentre i sei colori (compreso il bianco dello sfondo) quelli presenti in ogni bandiera del mondo, sono stati rivisitati da Jure Tovrljan, un giovane creativo di Lubiana, in Slovenia, che in preda alla noia da coronavirus ha applicato la misura della distanza sociale dove nessuno se l’aspettava.

Dopo la sua cura, anche i cerchi della Mastercard mantengono le distanze di sicurezza, mentre sotto il celebre “swoosh” della Nike si legge “Now Don’t Do It” (ora non puoi farlo), la sirena di Starbucks indossa una mascherina protettiva, la silhouette del logo NBA è sdraiata davanti a un laptop, LinkedIn diventa “LinkedOut” (chiuso fuori), e il simbolo della birra Corona Extra recita “Need new name”, ho bisogno di un altro nome. Goodyear diventa - ovviamente - Badyear (anno cattivo), Mobil aggiunge una vocale trasformandosi in iMobil, e il logo degli US Open muta totalmente signifcato in US Closed.

Condividendoli sul sito Dribbble, l’autore ha commentato: “È solo un’idea di come dovrebbero essere i loghi in questi tempi difficili. Tenete duro ragazzi: rimanete a casa”. Tovrljan lavora per AV Studio, un’agenzia slovena indipendente che conta tra i suoi clienti diverse aziende internazionali. Costretto a casa, ha impiegato circa una settimana a creare i nuovi loghi: “Quando la situazione si è fatta seria i miei profili social sono stati inondati di meme a buon mercato, così ho deciso di dare libero sfogo alla mia vecchia passione di creatore di loghi. La prima idea è scattata osservando il simbolo di Starbucks e immaginarla con una mascherina”. Da lì la decisione di provare a rileggere alcuni dei marchi più iconici del pianeta come Nike, Apple e Coca-Cola, scoprendo che approcciarsi ad alcuni non era affatto semplice: “Quando ho divulgato il mio lavoro ho ricevuto alcuni commenti negativi, ma la mia intenzione era diffondere ancora una volta il messaggio di mantenere le distanze di sicurezza in un modo un po’ diverso e giocoso”. Jure non sa come le grandi aziende di cui ha rivisto i loghi abbiano preso la sua idea: “Non credo ce l’abbiano con me, ho solo cercato di spargere un po’ d’ironia in un momento difficile per tutti”.

Galleria fotografica

Articoli correlati