di Germano Longo

Avi Schiffmann ha 17 anni: quella strana età di mezzo in cui non si è più bambini che credono alle favole ma neanche uomini adulti, piegati in due da stress, carriera, mutui e conti in banca. A 17 anni puoi ancora toglierti il lusso di fregartene di tutto e sentirti bene, e perfino rifiutare di scendere a patti con il mondo degli adulti, quelli lesti e feroci a vedere soldi ovunque. Per questo, quello di Avi Schiffmann è un nome che sarà giusto tenere a mente, perché insieme a tanti suoi coetanei in tutto il mondo - come Greta Thunberg - piaccia o meno sono scesi in prima fila, cercando di mettere in piedi quello che la generazione dei loro genitori non è in grado di fare: difendere e dare dignità a questo mondo, dove l’asse su cui gira tutto è sempre e solo il denaro.

Prima che la pandemia si impadronisse del pianeta, di Avi Schiffmann non aveva mai sentito parlare nessuno. Vive a Mercer Island, stato di Washington, ha l’aria da “nerd”, gli occhiali e il maglioncino fuori moda, il sorriso imbarazzato, qualche brufolo e i capelli che non vogliono saperne di stare fermi. Insieme ad un suo amico, Daniel Conton, che si è occupato della parte grafica, Avi ha creato dal nulla ncov19.com, un portale che permette di tracciare in tempo reale il numero di contagi di Covid-19 nel mondo. Il tutto semplicemente incrociando i dati dell’OMS, del CDC (Center for Disease Control and Prevention) e di altri siti nazionali. Oltre ai numeri, la mappa con la diffusione dell’infezione e i numeri di infezioni, morti e guariti, il sito ha una parte dedicata alle informazioni sul virus, con consigli sull’igiene e la prevenzione.

È bastato poco perché ncov19.com diventasse uno dei siti più visitati al mondo, pagine online a cui milioni di persone si sono rivolte sperando di leggere numeri confortanti: per mesi l’hanno fatto 30 milioni di persone al giorno, con un volume totale di 700 milioni di visitatori. Un successo che ha attirato l’attenzione dei grandi colossi, dalla Silicon Valley in poi, lesti a contattare Avi e Daniel per sapere se il sito fosse in vendita: la cifra più alta ricevuta, un assegno circolare da 8 milioni di dollari pronto da incassare.

Ma Avi, il diciassettenne che crede nella giustizia degli “Avengers”, ha rifiutato tutto, chiudendo ogni telefonata con la frase “grazie, ma non mi interessa”, come se a chiamarlo fosse stato il solito call-center di una compagnia telefonica che promette internet, televisione, cinema, gas, luce e perfino l’atomica, volendo. “Ho 17 anni, non mi servono 8 milioni di dollari”, avrebbe detto, lasciando senza parole colui che gli stava offrendo quella montagna di soldi.

“Il sito ha preso il sopravvento della mia vita: mi è capitato di stare sveglio per 50 ore per correggere alcuni errori, ma sono felice di sopportare questa pressione. Per questo non voglio popup e banner che rovinino l’esperienza e neanche essere obbligato per contratto a cambiamenti che non mi piacerebbero, preferisco andare avanti così”. Così, per capirci, è un piccolo pulsante rosso in alto a destra che recita “Buy me a coffee”: più o meno, “se ti piace quello che faccio, pagami un caffè”.

“In futuro spero che le pressioni siano fatte sull’OMS per la creazione di uno strumento come questo, perché la responsabilità non dovrebbe ricadere sulle spalle di un ragazzino di 17 anni. Per quanto riguarda le offerte rifiutate, compresa quella di un’assunzione alla Microsoft, sono in tanti a credere che mi pentirò di non averle accettate, ma non sono uno speculatore e non voglio approfittarne. Sul mio futuro ho le idee molto chiare”. Grande Avi.

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