Negli Stati Uniti è tornato di moda un orologio online che segna, un secondo dopo l’altro, quanto manca alla fine del mandato di Donald Trump.
Nessun quadrante minimalista o lancette artistiche, solo numeri che scorrono senza sosta e ostinatamente per ricordare che è solo questione di tempo e pazienza.
Il quel timer punta dritto al 20 gennaio 2029, data in cui il presidente dovrebbe lasciare la Casa Bianca, sempre che nel frattempo non si materializzino le ipotesi più creative che circolano tra i suoi sostenitori, convinti che due mandati siano un dettaglio ancora negoziabile.
Il successo dell’orologio non sta tanto nella sua funzione, quanto nel significato: per alcuni è poco più di una delle tante ironie che circolano sul presidente, per altri è un commento politico condensato in cifre.
L’idea non è nuova: versioni simili avevano già invaso internet tra il 2019 e il 2020, quando il primo mandato di Trump si avvicinava alla conclusione. Allora i social erano pieni di countdown che segnavano la distanza dal 2021 e quei contatori venivano rilanciati sui social fino a trasformandosi in un di rito collettivo digitale.
Poi la storia ha preso una piega diversa: l’uscita di scena del 2021 non ha chiuso il capitolo, lo ha solo rimandato, e quello che sembrava un conto alla rovescia definitivo si è rivelato una pausa tra un timer e l’altro.
Il ritorno di Trump nel 2025 ha cambiato di nuovo l’atmosfera, e i countdown sono riapparsi come se non fossero mai spariti. Alcuni hanno persino un’estetica sorprendentemente festosa, con colori accesi e dettagli celebrativi.
Dietro l’apparente leggerezza resta una realtà meno giocosa: l’esistenza stessa di questi orologi racconta un Paese diviso, dove anche il semplice scorrere del tempo può diventare un gesto politico.











