Che i ricchi vivano meglio non è una novità, ma che le finanze personali influiscano anche sulle posizioni del sonno, è una teoria del tutto nuova. A dimostrarla ci ha pensato OnBuy, un popolare markletplace inglese specializzato nell’arredamento, attraverso un sondaggio che ha coinvolto 5.438 persone con reddito differente. Il tutto per dimostrare la fondatezza di un teorema finora inedito: è possibile collegare il sonno al portafoglio?

Per cominciare, è giusto precisare le posizioni notturne più praticate dal genere umano: quella fetale, con gambe chiuse verso il petto, e quella in cui si abbraccia cuscino svettano su tutte. Al terzo posto la classica “a pancia in giù”, altrimenti detta “freefall”, in caduta libera.

Ed è a questo punto che entrano in ballo le fortune economiche personali: in base ai risultati del sondaggio, il 29% di chi guadagna almeno 60mila euro all’anno, 5mila al mese, tende a dormire a pancia in giù, oppure nella posizione del soldato (23%), con gambe e braccia dritte lungo il corpo. All’ultimo posto, con appena l’1%, la posizione “a tronco”: dritti su un fianco.

Al contrario, i lavoratori a basso reddito prediligono la posizione fetale (29%) oppure dormire abbracciati ai cuscini (24%), mentre un misero 2% diventa quello che è definito uno “Stargazer”: l’osservatore di stelle, con le braccia dietro la testa, come fosse su una sdraio.

Curioso anche il profilo tracciato per le posizioni più alte in classifica: chi dorme a pancia in giù è una persona audace, socievole e abituata al successo. La posizione del soldato – una delle più salutari secondo gli esperti - è invece sintomo di timidezza e diffidenza verso il prossimo, ma comunque aperte e disposte ad un cambiamento anche radicale. Per finire con chi abbraccia il cuscino, indizio di un ottimo partner, un amico fidato e un amabile romanticone che ha a cuore i propri rapporti.

E il divario si fa ancora più ampio sulle ore concesse al sonno: i più facoltosi vantano una media di 6 ore e 58 minuti di sonno, circa una mezzora in più di chi invece ha qualche grattacapo economico.

A commento del curioso sondaggio sono intervenuti alcuni esperti, che hanno ricordato per l’ennesima volta quanto la scarsa qualità del riposo comprometta le performance durante il giorno causando difficoltà di concentrazione, mancanza di energie, apatia e cattivo umore. La quantità di ore di sonno è alquanto soggettiva e cambia da persona a persona, anche se in linea generale un adulto necessita di un tempo compreso almeno fra le sette e le otto ore. Conti correnti a parte.

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