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Per vent’anni circa, dagli Ottanta al nuovo millennio, quelli con lo spirito d’avventura più spiccato avevano un sogno fisso sulla cima dei desideri: si chiamava “Camel Trophy”, ed era una competizione automobilistica fra le più difficili, dure e devastanti. Roba per gente tosta, abituata a dare del tu alla natura anche quando diventa cattiva.

In 20 anni partecipano in 500 circa, provenienti da 35 Paesi diversi, attraversando zone dove sopravvivere non è semplice neanche per chi ci è nato, come il Borneo, il Sulawesi, la Mongolia, la Siberia. Fin dall’inizio è il marchio Land Rover a fornire i mezzi, modificati all’occorrenza per affrontare l’estremo e tutti rigorosamente dipinti nella leggendaria livrea color giallo sabbia.

Verso la fine degli anni Novanta, con l’introduzione di un regolamento che prevede diverse prove speciali, il marchio di Gaydon sceglie di abbandonare una gara che ormai sembra aver fatto il proprio tempo. In realtà nel 2003, a tre anni dall’ultima edizione del Camel Trophy, Land Rover ci riprova con il “G4 Challenge”, una sorta di replica della vecchia gara per duri & puri dell’off-road con l’intera gamma di Gaydon a disposizione, questa volta messa a punto dalla divisione “Vehicle Operations” e per l’occasione virata nell’Orange Tangeri. Oltre all’edizione del 2003 si disputa ancora quella del 2006, poi sul mondo dell’automotive si abbatte la crisi e la terza edizione, quella del 2009, resta in canna.

Quasi vent’anni dopo, Land Rover ha deciso di riprovarci ideando il “Defender Trophy”, gara ispirata al Trophy e al G4 e preceduta da tre devastanti round che decideranno chi potrà realmente salire a bordo del più recente Defender 110 Trophy.

"L'avventura e le comunità del mondo sono da decenni nel DNA del marchio Defender, fedele alle sue radici che possono essere ricondotte alla Land Rover originale del 1948 – ha aggiunto Mark Cameron, Managing Director di Defender - la nostra nuova sfida di avventura riunirà le nazioni, poiché i concorrenti coopereranno per navigare su terreni difficili, supereranno sfide fisiche estreme e risolveranno test tattici tutti insieme, uniti da uno scopo più grande. Lavorando con Tusk, il nostro partner per la conservazione dell’ambiente da oltre 20 anni, porteremo un’avventura epica a una nuova generazione di appassionati, che potranno seguirla online, e lasceremo un risultato di cui essere orgogliosi. Se sfidi l’impossibile e condividi il nostro inarrestabile spirito di avventura, questa è la sfida che fa per te”.

Le selezioni per la gara, prevista in Africa nell’ottobre del 2026, inizieranno nella primavera del prossimo anno e i requisiti per partecipare sono già stati resi pubblici: essere residente in uno dei Paesi partecipanti (l’elenco è consultabile sul sito), avere più di 23 anni, riuscire a nuotare per almeno 50 metri, una forma fisica “solida”, poter guidare all’estero, accettare di vivere all’aperto per diverse settimane e parlare in modo fluente l’inglese.

Bagaglio minimo necessario per affrontare una serie di sfide fisiche e ingegneristiche a squadre ambientate su alcuni dei “terreni più brutali e spietati del mondo”. Il premio, per chi dimostrerà forza, carattere, personalità, abilità, spirito di squadra, creatività e capacità di collaborare, sarà di accedere all’emozionante missione finale.

Tra le prove di selezione che metteranno sotto pressione i team i “Driving Challenges”, impegnativi test di abilità di guida e navigazione, gli “Ingenuity Challenges”, prove per abituare le squadre a pensare in fretta, lavorare in modo intelligente e mantenere la calma. Per finire con le “Physical Challenges”, imprese che richiedono forza fisica, coordinamento e lavoro di squadra.