Eugenio Chacarra non ha lasciato spazio ai dubbi. Lo spagnolo di Madrid, 26 anni, ha vinto l'83esima edizione del “DS Automobiles Open d'Italia” con un totale di 260 colpi (-24) sul percorso del “Circolo Golf Torino”, chiudendo l'ultimo giro con un 64 (-7) che ha messo fine a qualsiasi velleità degli avversari.
Secondo posto all'inglese Matt Wallace a cinque colpi di distanza (265, -19), terzo il cileno Joaquin Niemann a sei (266, -18): un podio che rispecchia fedelmente l'andamento di una settimana in cui lo spagnolo ha costruito la vittoria con pazienza per poi sigillarla con un colpo da campione.
La settimana era cominciata con qualche equilibrio, Edoardo Molinari aveva aperto il torneo firmando il record del campo con un 63 (-8), poi superato nel secondo giro da Matt Wallace con un 62 (-9) che aveva fatto capire l’intEnzione dell’inglese di dire la sua. Niemann aveva invece scaldato i motori nelle prime 36 buche, costruendosi una posizione di vantaggio che però non è riuscito a difendere nella seconda metà del torneo, quando il gioco brillante dell'apertura ha lasciato posto a una gestione più incerta.
Chacarra ha preso il comando nel terzo turno e da lì non si è più voltato indietro. Nell'ultimo giro ha tenuto Wallace sulla corda per buona parte del percorso, l'inglese inseguiva tenacemente, a due colpi di distanza, finché alla buca 15 è arrivato l'eagle che ha chiuso il discorso.
Da quel momento il campo è stato suo. Per lo spagnolo è la terza vittoria sul circuito “DP World Tour”, la seconda consecutiva dopo il “KLM Open” di inizio giugno: un rendimento che conferma il salto di qualità compiuto da quando ha lasciato la “LIV Golf”, dove aveva raccolto un successo, per tornare al circuito europeo.
Nel suo palmarès figura anche un titolo sull'Asian Tour. In tasca ha portato via un assegno da 510.000 dollari su un montepremi complessivo di tre milioni, e soprattutto una qualificazione al “The Open”, quarto major stagionale in programma al “Royal Birkdale” di Southport dal 16 al 19 luglio. “Sono molto orgoglioso di me stesso e di tutto il mio team - ha detto sul green della 18 - giocare il The Open è un altro sogno che diventa realtà”.
Tra gli italiani, la sorpresa migliore porta la firma di Matteo Cristoni, 24 anni, modenese, alla prima apparizione in carriera sul DP World Tour. Nei primi giri si era mosso con qualche tensione comprensibile, ma la qualità del gioco ha avuto la meglio sull'emozione.
Il round finale in 65 (-6), con sette birdie e un solo bogey, lo ha proiettato dalla 36esima all'11esima posizione con 271 colpi complessivi (-13): 25 posizioni guadagnate in un pomeriggio, in quello che è stato il miglior risultato personale della stagione. “Era la mia prima gara sul DP World Tour e all'inizio ero abbastanza teso, poi mi sono sciolto”, ha spiegato.
Il risultato gli dà fiducia concreta per consolidare il posto sull'HotelPlanner Tour e puntare ai primi 15 dell'ordine di merito a fine stagione, soglia che varrebbe l'accesso al circuito maggiore. Bene anche Stefano Mazzoli, 29enne di Segrate, autore di un 65 senza bogey che lo ha portato al 19° posto con 272 colpi (-12), guadagnando 28 posizioni nell'ultimo giro con sei birdie e nessun errore.
C'è poi una storia locale da raccontare, quella che il pubblico torinese ha seguito con più calore. Filippo Ponzano, 22 anni, torinese, tesserato proprio per il Circolo Golf Torino che ospitava il torneo, ha superato i tagli e ha chiuso 35° con 274 colpi (-10), conquistando il titolo di miglior dilettante della competizione. Una settimana “irripetibile”, come lui stesso l'ha definita, con la spinta del tifo di casa, che lo ha accompagnato lungo tutto il percorso, e l'ingresso garantito dalla Federazione Italiana Golf che gli ha aperto le porte di un palcoscenico normalmente riservato ai professionisti del circuito. Il prossimo appuntamento è ancora più impegnativo: i Campionati Europei a Squadre, ultima gara da dilettante prima del passaggio ai professionisti. Una carriera che comincia come meglio non potrebbe.
Il torneo ha offerto anche altri spunti. Lo svedese Joakim Lagergren ha firmato il miglior score della giornata con un 63 (-8) che vale il quarto posto finale (267, -17), davanti al 21enne spagnolo Angel Ayora (268, -16), sempre più convincente.
In sesta posizione a quota -15 un quartetto composto dal danese Jeff Winther, dallo scozzese Richie Ramsay, dal finlandese Oliver Lindell e dal portoghese Daniel Rodrigues, tutti con 269. Lo statunitense Patrick Reed, rimasto fuori dai giochi sul campo (45°, -8), ha invece conservato la vetta della Race to Dubai grazie al vantaggio accumulato nel corso della stagione.
Lorenzo Scalise ha chiuso 25° con 273 (-11), mentre Guido Migliozzi è 35° come Ponzano con lo stesso punteggio. Edoardo Molinari, che aveva aperto il torneo con il record del campo poi superato nel secondo giro, ha concluso 48° con 277 (-7) insieme ad Andrea Romano.
Sul green della buca 18 la cerimonia di premiazione è stata aperta dalle note dell'inno di Mameli suonato dal primo trombettista del conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, Marvin Rodríguez. Presenti, tra gli altri, il presidente della Federazione Italiana Golf Cristiano Cerchiai, il vicesindaco di Torino Michela Favaro, i rappresentanti della Regione Piemonte, che ha sostenuto attivamente l'evento, insieme alla Camera di commercio e a Turismo Torino e Provincia.
Il presidente della Regione Alberto Cirio e l'assessore allo Sport Paolo Bongioanni hanno sottolineato il ruolo del torneo come vetrina internazionale per il territorio, con una nota particolare per la notizia arrivata in settimana: Edoardo e Francesco Molinari sono stati confermati vice capitani del Team Europe per la “Ryder Cup 2027”, terza edizione consecutiva in cui i due fratelli torinesi ricopriranno quel ruolo.
Ayora, migliore under 25, ha ricevuto il “Memorial Franco Chimenti Award” del valore di 25.000 euro, accompagnato da una creazione in ceramica dell'artista Pietro Ruffo, su iniziativa della Fondazione Franco Chimenti.
L'83° Open d'Italia ha ottenuto per il secondo anno consecutivo la certificazione ISO 20121 per la gestione sostenibile degli eventi, in linea con il percorso avviato dalla FIG in ambito ESG in collaborazione con Ecoevents. In parallelo, la Federazione ha portato al Circolo Golf Torino il progetto “GOLFPOP”, pensato per avvicinare nuovi appassionati alla disciplina con simulatori, giochi interattivi e la presenza dei Maestri PGAI: un'iniziativa che guarda oltre il torneo, verso un pubblico ancora da conquistare.












