Gli Emirati Arabi Uniti hanno un talento raro: trasformare ogni infrastruttura in un comunicato stampa internazionale. Questa volta il colpo di teatro è una spiaggia. Non una qualunque ma un arenile esclusivo, recintato, sorvegliato, aperto tutta la notte, dotato di intelligenza artificiale e riservata ad un solo genere.
Inaugurata agli inizi di maggio dal Comune di Dubai nell'ambito del progetto “Khor Al Mamzar”, 400 milioni di AED di investimento, come annunciato dallo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, la struttura è riservata esclusivamente alle donne. Residenti, turiste, bambini sotto i sei anni. Gli uomini fuori, senza eccezioni.
Una notizia che si presta a letture opposte in base alla latitudine da cui si osserva, e Dubai lo sa. L'emirato ha costruito la propria reputazione sull'arte di occupare più piani del dibattito in simultanea: modernissimo e tradizionalissimo, aperto al mondo e chiuso su certi punti, spettacolare nella forma e opaco nella sostanza.
E una spiaggia per sole donne è il progetto ideale: basta un comunicato e si moltiplicano i titoli, metà dei quali celebrativi e metà perplessi.
La spiaggia è recintata, priva di telecamere interne, gestita interamente da personale femminile, bagnine incluse, e aperta H 24. Il nuoto notturno è garantito da un’illuminazione ad alta intensità, attrezzata con dodici punti di emergenza e dotata di un tratto di costa progettato appositamente per chi vuole nuotare dopo il tramonto.
Una passerella galleggiante lunga 200 metri collega le due sponde dell'insenatura e permette di camminare letteralmente sull'acqua, con vista privilegiata sullo skyline di Dubai. Di notte, con i grattacieli illuminati che si riflettono sulla laguna, è esattamente lo scenario che un emirato petrolifero vuole che il mondo veda e condivida. Peccato che le fotografie siano vietate, almeno dentro la spiaggia.
Ma la completa assenza di telecamere interne, a garanzia di privacy, convive senza apparente imbarazzo con un sistema di sorveglianza esterna basato sull'IA, con tecnologie anti-annegamento, strumenti di gestione algoritmica della folla e armadietti intelligenti per i bagagli. La privacy è garantita e il monitoraggio anche.
Sul fronte dell'abbigliamento, le regole restano quelle di Dubai: niente di troppo succinto, ma il burkini è “comunemente accettato”.
Vale la pena ricordare il contesto in cui nasce il progetto. Da quando è scoppiata la guerra in Iran, il turismo a Dubai ha subito una contrazione preoccupante: meno visitatori, meno entrate, meno ragioni per restare sulla mappa delle mete desiderabili. La città risponde con infrastrutture fotogeniche, primati mondiali e piani decennali che trasformano ogni deficit in un'opportunità. Il progetto Al Mamzar punta ad aumentare la superficie di spiagge disponibili negli Emirati del 400% entro il 2040.
La spiaggia femminile è la prima del genere negli Emirati Arabi Uniti, ed è un dato che conta non tanto perché l'idea sia rivoluzionaria, spazi riservati alle donne esistono in molte culture e contesti diversi, ma perché dice qualcosa sullo spazio pubblico misto nel Golfo. Dubai ha già scompartimenti femminili nella metropolitana, palestre riservate, serate solo per donne in locali e strutture varie.
La spiaggia di Al Mamzar è la forma recintata di una logica già presente nel tessuto urbano. Strutturalmente, il progetto è massiccio: 275mila mq nella prima fase, un km di piste per correre, camminare e andare in bicicletta, 300 metri di costa attrezzata per il nuoto notturno, ristoranti e caffè affacciati sull'acqua, parchi giochi per bambini, aree verdi, 800 posti auto, zone barbecue, ormeggi per moto d'acqua. Non è una spiaggia: è un quartiere galleggiante con codice di accesso.













