Nulla di così misterioso: il termine Maskne è figlio degenere del tamponamento lessicale fra il termine “mask” – mascherina in inglese – e “acne”, il supplizio di brufoli e punti neri. È un effetto che prima dell’avvento delle mascherine nella vita di tutti gli abitanti del pianeta non esisteva quasi, se non limitato a coloro che per lavoro indossavano la mascherina, comunque una nicchia.

In pratica, è un effetto dovuto all’uso costante della mascherina – sacrosanto strumento per proteggersi dal virus – che irrita la pelle creando una forma di acne spesso accompagnata da rossori, bruciori, prurito, brufoli, comparsa di punti neri e irritazioni varie della pelle. Sfoghi cutanei che secondo gli esperti sono causa dello stress accumulato in questi mesi, ma anche nella limitata ossigenazione della parte del viso coperta con la mascherina, dove il sudore e l’ostruzione dei pori aumenta la produzione di sebo.

Nulla di grave, sia chiaro, e comunque sempre meglio del rischio di beccarsi il virus, ma certo un problema decisamente antiestetico. Gli esperti consigliano rimedi di ogni tipo, sottolineando che è sufficiente lavare il viso prima e soprattutto dopo l’uso della mascherina per rimuovere germi e batteri. Volendo, applicare un detergente sulla pelle del viso poco prima di “rinchiuderlo”, e a fine giornata dedicare qualche minuto alla detenzione con creme idratanti.

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