È stata la mamma un po’ apprensiva di uno studente dell’Università di Notre Dame, nell’Indiana, a lanciare l’appello attraverso il giornale dell’ateneo: “Ragazze, ve lo chiedo per favore: non fosse altro che per la vostra incolumità ignorate la moda, non mettetevi i leggins, fatelo per i nostri figli. Ho pensato a tutti gli uomini che guardandole, non avrebbero potuto fare a meno di vedere il loro ‘lato B’ praticamente nudo sotto un velo di Spandex”. In pratica, fra le righe, un avvertimento: i leggins rendono più complicato per un maschio controllare i picchi di testosterone.
 
Una lettera che ha scatenato un putiferio partito dagli Stati Uniti per poi spandersi sul resto del mondo. L’accusa è verso i “leggins”, termine inglese che indica un pantacollant aderentissimo, amatissimo anche dalle star, utilizzato indifferentemente come indumento sportivo, ma anche come capo di abbigliamento. Una sorta di jeans della generazione X, decisamente sexy ma molto spesso indossato in modo informale.
 
Ma l’effetto dell’appello della mamma, la signora Maryann White, se possibile ha fatto scattare l’effetto contrario: un fiume di proteste di è abbattuto sui social e all’indirizzo del giornale universitario, mentre con un passaparola le studentesse del campus decidevano compatte di indossare per giorni soltanto i leggins, coniando l’hashtag #legginsdayND e addirittura un giorno di protesta ribattezzato Legins Pride Day, per protestare contro la “retorica sessista secondo cui le donne sarebbero responsabili dell’incapacità di autocontrollo dei maschi”.
 
Una polemica che si inerisce doverosamente nel mai del tutto placato dibattito scatenato dal movimento #MeToo e dal sex-scandal nato intorno al caso di Harvey Weinsten, il cinghialone di Hollywood.
 
Va detto: non è la prima volta che quel capo di abbigliamento finisce sotto accusa. Nel 2015 un politico del Montana avanzò una proposta di legge per metterli al bando, mentre un paio d’anni fa il personale di volo della United Airlines costrinse due adolescenti inguainate in leggings ultrastretch a scendere dall’aereo dove avevano appena preso posto. Per tutta risposta, la “Puma” aveva deciso di rilanciare, offrendo il 20% di sconto sui propri leggins a chiunque avesse presentato alle casse un biglietto aereo della United. (Germano Longo)

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