Il 25 maggio del 1947, Franco Cortese taglia il traguardo alle Terme di Caracalla alla guida di una Ferrari 125 S scrivendo la prima riga di una leggenda. Settantanove anni dopo, esattamente lo stesso giorno, Ferrari è tornata a Roma, stavolta alla Vela di Calatrava, meno pittoresca delle terme ma più scenografica in tv, per presentare “Luce”, la sua prima vettura interamente elettrica.
Simbolismo calibrato al millimetro e comunicazione da manuale, almeno fino a quando Piazza Affari ha aperto e il titolo ha lasciato sul terreno il 7,2% in una mattinata sola.
Insomma, Non è andata esattamente come nelle favole.
La prima cosa da digerire, e ci vorrà un po’, è che la Ferrari Luce non è stata disegnata a Maranello. Il design esterno, gli interni e l'intera filosofia estetica portano la firma di “LoveFrom”, il collettivo creativo guidato da Jony Ive e Marc Newson: gli stessi signori che hanno dato al mondo il MacBook e l'iPhone.
Ferrari chiama il risultato “glass house”, una forma a conchiglia, un volume puro e linee semplificate. I social l'hanno chiamata in altri modi e i commenti negativi sono arrivati a ondate già dalla sera della presentazione.
Pierre-Olivier Essig di “Air Capital” ha sintetizzato il sentiment dei mercati con la ferocia di un analista: Luce gli ricorda “un mix tra Honda Accord EV e Tesla 3”.
Tolto il dibattito estetico, rimane una scheda tecnica che farebbe girare la testa a chiunque. Quattro motori elettrici, uno per ruota, derivati dalla F80 da competizione, per 1.050 CV complessivi, 0-100 km/h in 2,5 secondi e 0-200 in 6,8, velocità massima oltre 310 km/h. Batteria da 122 kWh, architettura a 800 V, ricarica rapida fino a 350 kW che ripristina 70 kWh in venti minuti. Autonomia dichiarata 530 km con la clausola implicita che se la si guida come si guida una Ferrari, il numero andrà corretto in modo significativo.
Il peso è 2.260 kg, tanto, ma contenuto per un'elettrica di queste dimensioni, ottenuto saccheggiando le tecnologie dei modelli da corsa. I cerchi sono i più grandi mai montati su una Ferrari stradale: 23” all'anteriore e 24 al posteriore, disegnati a forma di turbina a reazione per ridurre la resistenza all'avanzamento di circa il 5%. Oltre 60 brevetti registrati, un nuovo e-building a Maranello da 42.500 mq e 200 milioni di euro progettato da Mario Cucinella.
La nuova nata ospita, per la prima volta nella storia del Cavallino, quattro porte e cinque sedili. Resa possibile dall'architettura elettrica, che elimina il tunnel centrale e libera spazio in maniera impossibile con i motori termici tradizionali.
Cinque anni di lavoro, 40mila km di prove dedicate in pista, per rispondere alla domanda più ovvia: che rumore fa? La risposta di Ferrari è che non si è cercato di imitare un V12, sarebbe stata una bugia meccanica, ma di amplificare quello che c'è davvero: le vibrazioni degli assali elettrici, catturate da un accelerometro di precisione, filtrate, equalizzate e proiettate nell'abitacolo e verso l'esterno con un sistema che funziona come una chitarra elettrica. Il volume varia con la posizione dell'e-Manettino. In modalità silenziosa, niente, in Performance, Luce si fa sentire. Il sistema audio interno, nel frattempo, conta 21 altoparlanti, 24 canali di amplificazione e 3.000 watt.
Il prezzo di partenza è 550.000 euro, più della Testarossa (460.000) e del prezzo medio di vendita Ferrari del primo trimestre 2026 (453.000 euro). Gli analisti di “Mediobanca” prevedono che Luce rappresenterà circa l'1% dei volumi totali: un'offerta di nicchia dentro un marchio che è già, per definizione, una nicchia, “Equita” ha fatto notare l'assenza di indicazioni sui volumi attesi, “Goldman Sachs” aveva già tagliato il target price a 378 euro, “Morgan Stanley” a 355, “Jefferies” fino a 310.
Ferrari è ormai analizzata meno come costruttore d'automobili e più come maison del lusso e proprio questo la espone a una sensibilità estrema su tutto ciò che riguarda i margini e il modello che ne alimenta la valorizzazione.
Il consenso degli analisti resta però complessivamente positivo: e significa che il mercato non ha smesso di credere in Ferrari, ma chiede tempo, ordini, consegne e margini prima di applaudire.
Lewis Hamilton e Charles Leclerc l'hanno già guidata. Le facce, stando alle testimonianze, erano quelle di chi ha capito qualcosa che ancora non si può spiegare a parole. Le prime consegne arriveranno entro fine anno.
Il titolo, nel frattempo, ha chiuso la giornata ai minimi degli ultimi due anni, lasciando nell’aria un po’ di buio.














